Venerdì, 12 Luglio 2024
Non aspettiamo altri dieci anni

I Måneskin scuotono Trieste, in Fvg l'era dei grandi live ricomincia dal Rocco

Oltre 25 mila spettatori, un live che segna il ritorno dei concerti allo stadio del capoluogo regionale dopo quasi dieci anni dall'ultimo grande evento. Vuole Trieste investire anche su questo? La rock band più famosa del momento come Alcaraz: in regione la possibilità di dare il la ad una nuova era è lì. Basta non aspettare altri dieci anni

TRIESTE - "Questo è il nostro primo stadio e dobbiamo ringraziare voi che siete venuti qui a condividere questo che resterà un momento memorabile e speciale per noi". Il messaggio di Damiano dei Maneskin, rock band capace di riempire nuovamente lo stadio Nereo Rocco per un live dopo quasi dieci anni dall'ultimo concerto, è indirizzato agli oltre 25 mila spettatori, eppure si adatta al presunto "momento magico" triestino molto di più di quanto non si possa immaginare. Allo stadio di Valmaura campeggia ancora la scritta Stardust, agenzia di Simone Giacomini, l'ex patron della Triestina, di cui una quota importante è in mano al manager della band, Fabrizio Ferraguzzo. Il tema, tra i tanti, è proprio questo: Trieste ritrova i grandi live, ma sarà in grado di riproporli senza che debba passare una decade? Il Comune, assieme alla nuova proprietà a stelle e strisce dell'Unione, aprirà ai concerti, oppure no? Voci raccontano di "chiusure" importanti per il futuro, ma staremo a vedere. 

"Non voglio più aspettare"

"Questo pezzo serve a tappare la bocca a tutte le merdacce che dicono che facciamo le cover" grida Damiano quando intona Beggin', e i fan, tra gli insopportabili schermi accesi di migliaia di cellulari (lo sappiamo, la nostra è irreversibile nostalgia, da boomer) e l'afa di mezza estate che scalda anche le birre, condividono con la band il magico rituale del rock. La maggior parte dei giovanissimi presenti allo stadio non ne conosce la definizione esatta, ma il rock, in questo inizio di XXI secolo, è rappresentato anche e soprattutto da loro. Con buona pace di chi li vorrebbe troppo giovani o di chi giudica perché troppo vecchio. A metà concerto le luci rosse illuminano la band in mezzo al prato, poi "Marlena torna a casa, il freddo qua si fa sentire, che non voglio più aspettare" lì, in mezzo alla gente, la loro gente, quel pubblico che adora questi ragazzi come nessun altro. 

La musica dà un senso alle cose

Alle 22:30 i cellulari sembrano lucciole nell'oscurità. L'emozione dura giusto il tempo di un paio di canzoni, poi in trenta (sì, più o meno) scortano Damiano lungo il corridoio che lo riporta sul palco del Rocco. Sono punti di vista diversi, come andar sulla Luna con gli scritti di Keplero, a guardar la rotazione della Terra da un'altra postazione: ma i Maneskin possiedono anche questo, o forse è parte di ciò che si costruisce a tavolino, o forse no. Nessuno, a parte la Triestina di Pavanel nella finale dei palyoff per andare in serie B e persa contro il Pisa, era riuscito a riempire nuovamente lo stadio di Valmaura così come ha fatto la rock band del momento. In attesa che i colori rossoalabardati tornino a brillare (e a pagare i debiti per l'utilizzo dello stadio negli anni passati), è la musica a dare un senso alla struttura.

Non aspettiamo altri dieci anni

Perché alberghi pieni e quel "un po' di casino" l'han fatto loro, quattro giovani che non vedevano l'ora di poter dire "questo è l'ultimo pezzo dello show". In realtà, un po' come a Wimbledon oggi pomeriggio - dove la vittoria di Alcaraz mette la parola fine all'era Djokovic -, in tanti sperano che l'epoca dei grandi live a Trieste possa ricominciare. Il sindaco, gli assessori, gi ex assessori, tutti hanno il loro bel da fare. Trieste non organizzava un live al Rocco da quasi dieci anni. Sarebbe bello non doverne aspettare altrettanti. 

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