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Celebrazioni per il 25 aprile

Celebrazione della liberazione in Risiera, 2.200 le persone ammesse a entrare

Previsto un gran numero di bandiere palestinesi. Marega (Cgil Trieste): "Importante è non inficiare il senso del 25 aprile". La gestione esterna della Risiera sarà in capo alla questura, quella interna sarà gestita e organizzata dal Comune. Saranno effettuate perquisizioni a campione

TRIESTE - Presentato stamani presso la sede dell'Anpi, il programma per le celebrazioni legate alla festa della liberazione di cui quest'anno ricorrono i settantanove anni. Intervenuti il presidente del comitato provinciale dell'Anpi, Fabio Vallon, che ha presentato nel dettaglio gli eventi in programma, e il segretario generale della Cgil di Trieste, Massimo Marega, il quale ha sottolineato che "occorre uscire dalla logica della commemorazione, atto assolutamente dovuto, ma che snatura un po' il senso del 25 aprile, che è, sottolineamolo, la festa della liberazione del nostro Paese dal nazifascismo. Oggi notiamo con un certo dispiacere che vi è la tendenza a provare ad accomunare le responsabilità di aggrediti e aggressori, che noi respingiamo al mittente. A Trieste sono state intitolate vie, e addirttura carceri, a personaggi che hanno in qualche maniera aiutato e collaborato con i nazisti, come nel caso di Ernesto Mari, a cui è stato intitolato il carcere del Coroneo. Inoltre oggi assistiamo a un certo fastidio nei confronti di chi vuole manifestare: da sindacalista, ad esempio, noto che le manifestazioni sindacali come gli scioperi cominciano ad essere messe in discussione".

Il tema dell'incontro si è spostato, poi, sulla questione legata alla giornata del 25 aprile presso la Risiera di San Sabba: "Abbiamo predisposto degli incontri con il Comune e con il questore - ancora Marega - e abbiamo richiesto che l'evento non sia militarizzato come lo scorso anno. E' poco auspicabile vedere uno spiegamento di forze di polizia come quelle visto lo scorso anno. Abbiamo chiesto delucidazioni rispetto alle procedure relative all'entrata: saranno ammesse 2.200 persone e ci sarà un contapersone. Sul numero degli ammessi ad entrare non abbiamo nulla da dire in quanto riteniamo che il numero previsto sia corretto e coerente con l'evento, decisamente più dei 600 dello scorso anno". Si è affrontato il tema delle bandiere e vessilli, sempre molto attuale in questi frangenti: "Per quel che concerne l'accesso delle bandiere, noi auspichiamo che si sventolino le bandiere della pace ma riteniamo che qualsiasi bandiera di uno stato non possa essere interpretata come una provocazione. Questo per evitare che ci siano momenti di tensione. Noi come Cgil non diamo indicazioni. La questura ha detto che sono auspicabili le bandiere della pace, sul resto si è riservata una valutazione nel merito. Il rifermento è chiaramete alle bandiere palestinesi che, possiamo immaginarlo, saranno presenti in numero maggiore rispetto agli scorsi anni. Ma questo, ripeto, non deve inficiare il significato della festa della liberazione. Il Comune non ha dato indicazione sulle bandiere". Marega ha spiegato anche che "tutto quello che concerne la parte esterna alla Risiera sarà in capo alla questura, mentre all'interno del monumento nazionale sarà il Comune a organizzare e gestire tutto. Saranno effettuate delle perquisizioni a campione, anche per una questione legata al terrorismo". 

Ampio il programma delle manifestazioni e incontri suddiviso tra Trieste e Muggia. Tra gli incontri quello previsto il 24 aprile in piazza Puecher alle 18 e organizzato da Adesso Trieste su "La resistenza delle donne: l'altra metà delle storia" con riflessioni a partire dal libro di Benedetta Tobagi, e quello del giorno prima, il 23 aprile, alle 17.30 presso il Circolo della stampa, che prevede la presentazione del libro di Maruša Krese "Paura, io?" organizzato dall'Anpoi e dal circolo Che Guevara di Trieste.

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