Piatti vuoti in piazza Unità, la protesta di Fipe: ristoratori e baristi contro il Dpcm

Un’altra manifestazione pacifica in piazza per protestare a nome di baristi e ristoratori. Presenti anche Fedriga, Dipiazza, Confcommercio, Confartigianato, Confindustria. “Vogliamo il nostro lavoro, non il vostro ristoro”

Un gigantesco e desolato picnic, con tovaglie apparecchiate, posti distanziati ma nessun commensale e, tutto intorno, camerieri e cuochi seduti a terra o in piedi con slogan di protesta tra le mani. Così è apparsa stamattina ai triestini la manifestazioe dei baristi e dei ristoratori organizzata dalla Fipe, con il supporto di Confcommercio e altre associazioni di categoria, per ribellarsi al recente Dpcm del Governo Conte. I provvedimenti emanati da Roma per contenere il rischio pandemico vengono quindi rigettati dalla categoria in una modalità pacifica, come nella prima spontanea manifestazione del 26 ottobre (più partecipata visto l'orario tardo - pomeridiano).

Nessun eccesso, come accaduto lunedì scorso a opera di pochi "agitatori", ma molta rabbia espressa dalle frasi sui cartelli: "Non vogliamo il vostro ristoro, ma il nostro lavoro", "Andrà tutto male" (con la parola bene cancellata), o "Digeriamo il nuovo Dpcm come la panna nella carbonara". Presenti anche stavolta il sindaco Dipiazza, il presidente Fedriga, una cospicua delegazione della Giunta e del Consiglio comunale (anche rappresentanti di Pd e Movimento 5 stelle) oltre a Bruno Vesnaver, organizzatore ed ex presidente Fipe e il numero uno di Confcommercio Antonio Paoletti. Hanno presenziato anche i presidenti di altre importanti associazioni di categoria del Fvg: Michelangelo Agrusti (Confindustria Venezia Giulia), Graziano Tilatti (Confartigianato), Guerrino Lanci (Federalberghi) e il sindaco di Monfalcone Anna Maria Cisint.

Così ha dichiarato il sindaco Dipiazza: “Dopo tutto ciò che abbiamo fatto per adeguarci ai provvedimenti governativi, dopo la mia mediazione con i giovani e i gestori dei locali (in seguito al Dpcm del 18 ottobre che delegava ai sindaci la responsabilità di restrizioni sulla movida, ndr), ci hanno imposto questa chiusura mettendoci a terra.  Ho incontrato persone disperate, che piangevano sulla mia spalla. Ora dobbiamo scendere tutti insieme in piazza”. Non è mancato neanche un attacco diretto al Governo Conte: “a differenza del sindaco e del governatore, questo esecutivo non è stato eletto. Non l’ho mai attaccato ma ora sono veramente arrabbiato”.

Il Governatore Fedriga ha poi ribadito concetti espressi ieri in conferenza stampa, ossia la sua volontà di mediare con il Governo per una modifica del Dpcm, e non di emanare ordinanze sul modello bolzanese in quanto facilmente impugnabili dal Governo stesso. "Questa non è la piazza degli irresponsabili, – ha dichiarato il Governatore - ma delle persone che finora hanno seguito le linee del Governo. Ieri mi hanno chiamato da Roma per dirmi che chi va in piazza a sostenere le ragioni delle categorie economiche è un irresponabile, mentre chi mi dice di chiudere le piscine ma non le manicure sarebbe responsabile. Ho paura che questi provvedimenti non fermeranno l'andamento dei contagi ma spazzeranno via molte attività". Fedriga ha infine insistito su altri punti secondo lui essenziali come "fare una 'road map' dell'andamento dei contagi" e "non considerare superflua nessuna attività".

Intervenuto poi Vesnaver, che ha invece posto l'accento sul ruolo delle forze dell'ordine: “Dovrebbero aiutarci di più a gestire la movida, non spetta a noi fare gli sceriffi” e parlando a nome della sua categoria ha assicurato “piena disponibilità a rispettare le regole, purché si continui a lavorare”.

Paoletti ha poi evidenziato che "Chiediamo insieme a Fipe di posticipare l'orario di chiusura, con queste regole non soffochiamo solo un comparto ma l'intera filiera che vi ruota attorno: un'intera economia vive di questo. Capisco il controllo della movida ma palestre e centri estetici che si sono svenati per adeguarsi meritano di lavorare". Il presidente di Confcommercio Fvg ha poi liquidato l'attività di consegna dei pasti a domicilio come non comparabile a quella di servizio al tavolo: "I fatturati sono molto più bassi, tenendo anche conto che le app chiedono il 30% di commissione". 

Tilatti ha poi parlato di un "lockdown mascherato e ingiustificato", chiedendo a nome di Confartigianato "libertà di manovra alle Regioni, affinché possano decidere i provvedimenti anti diffusione Covid in base ai contesti e all’andamento dell’epidemia sul territorio di pertinenza".

Anche le forze di opposizione in Consiglio comunale hanno voluto essere presenti per solidarietà verso le categorie suddette, hanno infatti presenziato Cristina Bertoni del Movimento 5 Stelle e il Dem Giovanni Barbo, che su Facebook dichiara: "la politica deve essere presente quando ci sono categorie e cittadini che chiedono ascolto. Poi deve prendersi la responsabilità di fare sintesi e prendere decisioni, che possono essere e sono dolorose. Al tempo stesso, però, deve fornire delle risposte adeguate nei tempi e nella misura".

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