Cronaca

Manifestazione indipendentisti pro-Porto Vecchio, Russo «Presenti davvero poche persone»

Intervento del senatore del PD Francesco Russo «I cittadini triestini chiedono due cose alla politica: sviluppo economico che porti lavoro e rispetto della legalità. Sdemanializzazione di Porto Vecchio va in entrambe le direzioni»

Oggi davvero poche persone – quasi tutti politici - hanno aderito alla manifestazione contro la sdemanializzazione di Porto Vecchio. Mi sembra che i cittadini di Trieste abbiano chiarito una volta per tutte come la pensano e da che parte stanno – Così il senatore Francesco Russo in merito alla manifestazione promossa dai gruppi indipendentisti appoggiata anche da Lega Nord e M5S.

E’ davvero paradossale vedere quanto stridono le sterili polemiche di una certa parte politica rispetto al grande entusiasmo – che così non si vedeva da molto tempo in città - della stragrande maggior parte dei cittadini.

Per questo a Massimiliano Fedriga e a tutti i politici che oggi vorrebbero andare in piazza per difendere l’immobilismo - contro le decisioni del Parlamento che rappresentano e contro le sentenze del TAR e del Consiglio di Stato - voglio dire che stanno facendo un grosso errore;  i cittadini triestini, infatti, da tempo, chiedono due cose ben chiare alla politica: sviluppo economico che porti lavoro e rispetto della legalità.

La sdemanializzazione di Porto Vecchio va in entrambe queste direzioni: finalmente dopo trent’anni d’immobilismo un’area improduttiva, desolata, in rovina e chiusa ai cittadini può tornare ad essere una risorsa e non un peso per la nostra città, capace di attrarre investimenti e di portare lavoro per i nostri giovani. E al contrario di quanto dichiarato dalla Lega Nord il mio emendamento potrebbe finalmente valorizzare – e non di certo abolire - spostandolo e ampliandolo, quel punto franco che fino ad oggi non ha portato nessun valore aggiunto all’area.

Sul fronte della legalità, poi, voglio rassicurare tutti i cittadini anche rispetto alle fantomatiche rivendicazioni indipendentiste: non c’è alcuna conflittualità tra la sdemanializzazione e il Trattato di Pace del 1947. Esistono due pronunciamenti del TAR (530/2013) e del Consiglio di Stato (1350/2014) che in maniera inequivocabile spiegano nel dettaglio per quale motivo le tesi che vorrebbero riportare Trieste indietro di cinquant’anni sono vere quanto l’esistenza di Topolinia o Paperopoli.

E a tutti coloro che in questi giorni hanno agitato lo spettro dell’illegalità, della corruzione e di possibili speculazioni edilizie dico di smetterla con sterili polemiche.

Perché quella che abbiamo di fronte, per Trieste, è la più grande occasione degli ultimi 30 anni: molti dei nostri giovani, nell’ultimo periodo, hanno fatto le valigie e sono andati a cercare fortuna altrove e, al contempo, molte aziende della città hanno abbassato definitivamente la serranda.

Finalmente, ora, abbiamo la possibilità di invertire la tendenza.

E non saranno certo anacronistiche rivendicazioni indipendentiste di pochi o inutili polemiche di una certa politica che, a questa città, non ha portato mai nessun risultato concreto, a bloccare questa straordinaria opportunità di sviluppo, l’unica capace di ridare a Trieste e ai suoi cittadini quel futuro che merita e che per troppi anni le è stato negato.

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