"Non siamo untori, ma lavoratori": in migliaia in piazza contro le chiusure anticipate

In settemila sono scesi in piazza per manifestare la preoccupazione e la rabbia per la chiusura anticipata di bar, ristoranti e piscine imposta dal nuovo Dpcm. Presenti anche Fedriga e Dipiazza

Foto Aiello

Sono stati migliaia i titolari di bar, ristoranti, pasticcerie, palestre e piscine che oggi, 26 ottobre, sono scesi in piazza a seguito della chiusura anticipata delle loro attività imposta dall'ultimo Dpcm. Un colpo duro, l'ennesimo. "Ci avete preso in giro, ora ci state uccidendo" si legge su uno striscione. Sui volti invece c'è frustrazione, rabbia, stanchezza, paura. "Una settimana fa ci avete chiesto di metterci in regola - così la voce delle palestre, ricordando che l'attività motoria contribuisce a mantenere le persone in salute -, ma noi lo siamo da mesi. Ora ci dite di chiudere. Per quale motivo? Ci state massacrando". "Vogliamo convivere con il virus, ma non sopravvivere. Vogliamo lavorare" ha dichiarato Bandelli. "Non sappiamo come portare il pane a casa - hanno detto i ristoratori -. Ci siamo adattati: plexiglass, sanificazione, guanti, mascherine. Non siamo untori, siamo lavoratori".  Tra i presenti non sono mancate proposte - o meglio speranze- per poter superare il momento di difficoltà:  "Spero vivamente che vengano erogati degli aiuti congrui dallo stato e magari cogliere l’occasione di essere tutti uniti per richiedere la diminuzione della pressione fiscale, perché non si riesce più ad andar avanti così".

Presenti alla manifestazione anche il sindaco Dipiazza e il Governatore del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga. "Tra tre giorni ci incontreremo per decidere cosa fare - ha dichiarato il primo cittadino -. Lo faremo insieme e mercoledì saremo a Roma". In seguito ha preso la parola il governatore Fedriga: "E' un momento difficile. Sabato siamo stati convocati dal governo per il nuovo dpcm: tutte le regioni hanno dato parere contrario sulla chiusura alle 18. Non siamo stati ascoltati e, nella notte, il decreto è stato firmato. Siamo tutti per la difesa della salute, ma ho paura che il sacrificio e la morte di queste attività non serviranno molto. Bisogna tutelare la salute e il lavoro. La mia priorità non è andare contro il Governo, ma risolvere i problemi delle imprese".

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