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La manifestazione "pacifista"

Un migliaio di persone alla manifestazione per la pace: contrasti tra gli ucraini e le associazioni (FOTO)

Questa mattina, in largo Barriera, si sono radunate le associazioni di sinistra promotrici e molti cittadini ucraini residenti in città. Alcuni esponenti delle sinistre hanno parlato di "movimenti neofascisti ucraini" nella rivoluzione del 2014, termine che ha scatenato il dissenso degli ucraini presenti

Contrasti e contestazioni all’interno della manifestazione per la pace in Ucraina questa mattina in largo Barriera: in un amaro paradosso, la manifestazione pacifista è stata teatro di accese discussioni tra due delle diverse anime della protesta. In tutto un migliaio di persone, da un lato diversi rappresentanti della comunità ucraina a Trieste, dall’altro alcuni relatori appartenenti alle associazioni promotrici dell’evento. Tra queste Anpi, Cgil, Comitato Danilo Dolci, Mondo Senza Guerre e Senza Violenza, Rifondazione Comunista, Salaam - Ragazzi dell'Olivo, Sinistra Anticapitalista. Presenti anche diversi sindacati tra cui l’Usb, associazioni studentesche e l’Arcigay. Tra bandiere della pace e con i colori dell’Ucraina anche striscioni dei manifestanti italiani contro l’alleanza atlantica: “L’Italia fuori dalla Nato, la Nato fuori dall’Europa, fuori l’Europa dalla guerra”.

Tra i vari interventi al microfono da parte delle associazioni di sinistra, alcuni hanno provocato reazioni di rabbia e dissenso da parte degli ucraini presenti, in particolare le menzioni ai "nazionalismi ucraini" nella rivoluzione del 2014. Un esponente di Salaam – Ragazzi dell’olivo, in particolare, ha dichiarato che “la Nato ha addestrato forze neofasciste e neonaziste ucraine, organizzando il putsch di piazza Maidan, che ha riportato l’Europa a una situazione analoga a quella della guerra fredda, provocando il pericoloso confronto con la Russia”. Il passaggio ha fatto montare su tutte le furie gli esponenti della comunità ucraina, di tutte le età, che hanno iniziato a gridare slogan contro Putin e a favore del loro paese, scandendo a gran voce “siamo patrioti, non fascisti”.

Una donna ucraina, quasi in lacrime, ha chiesto di rispettare il dolore del suo popolo specificando che “mio figlio è ancora lì, mio marito sta combattendo, non so nemmeno se sia vivo in questo momento”. In un altro intervento, (la versione integrale in questo VIDEO), una ragazza ha spiegato, nella generale approvazione dei connazionali, che “hanno parlato del 2014 ma l’Ucraina è indipendente dal 1991, ha 30 anni. Eravamo liberi nella nostra terra, parlavamo russo e ucraino e non eravamo divisi. Non avevamo bisogno dell’aiuto dei Russi. Ora stanno bombardando ospedali e asili. Dovete pregare per noi”.

Animate discussioni, in particolare tra Luciano Ferluga del Comitato Danilo Dolci e i cittadini ucraini presenti, si sono protratte a lungo e con toni ostili, poco consoni a una manifestazione pacifista, fino a che una ‘fazione ucraina’ si è staccata dalla protesta sovrastando con grida e slogan i discorsi al microfono degli organizzatori.

Il clima si è disteso verso la fine, con il tentativo da parte di alcuni esponenti delle associazioni di sinistra di instaurare un dialogo, proponendo di organizzare insieme future manifestazioni. Tentativo che molti ucraini presenti hanno accolto con favore, abbassando i toni. Molti degli interventi da parte di altri relatori hanno invece creato applausi e consenso unanime, incarnando l'intenzione originaria dell'evento e creando un clima più armonioso. Ciononostante, nel corso di altri monologhi, le parole ‘fascisti’ e ‘comunisti’ hanno nuovamente acceso gli animi con reciproche accuse.

La manifestazione di oggi, senza entrare nel merito delle discussioni, partiva con la volontà di portare in piazza i valori del pacifismo e della solidarietà ma ha inevitabilmente radunato in un angusto marciapiede dolore, rabbia e ideologie. Una mistura che da sempre, oggi come ieri, innesca guerre in tutto il mondo.

Manifestazione Ucraina largo Barriera

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