Cronaca

Test delle urine "truccato" al portavoce del Comitato lavoratori portuali: una condanna

Condanna per favoreggiamento. Le analisi erano state "inquinate" per farle risultare positive alla cocaina, uno degli episodi di presunta intimidazione riferiti dal Clpt: "Atto di diffamazione contro il nostro esponente". Puzzer: "Fatta giustizia"

Una condanna in primo grado e due rinvii a giudizio dopo la manomissione del test delle urine al portavoce del Comitato dei lavoratori portuali, uno degli episodi di "sabotaggio" ad alcuni esponenti del Comitato stesso iniziati nel 2017. Lo comunica il Comitato in una nota stampa: "Per ribadire che lottare e difendere i propri diritti è sacrosanto e che i lavoratori possono opporsi con successo ad abusi e prepotenze dei padroni, vi informiamo che Menis Roberto, Terminal manager di Trieste Marine Terminal, è stato condannato ad un anno di reclusione per favoreggiamento nella vicenda che ha visto il tentativo di manomettere le urine del nostro vicepresidente, Stefano Puzzer, per denigrarlo e diffamarlo. 

Lo scorso luglio il Comitato aveva riferito alla stampa diversi episodi persecutori da parte di ignoti, in particolare verso il portavoce e vicepresidente Puzzer. Il primo caso, nel 2017, riguarda appunto l'inquinamento delle sue analisi delle urine con lo scopo di farle risultare positive alla cocaina "con l'evidente obbiettivo di farmi espellere dal Porto - ha dichiarato l'interessato – e ora sono state trovate prove biomediche a sostegno di questo. La questione deve comunque essere approfondita perché la persona è stata condannata per favoreggiamento, quindi il vero mandante non è al momento noto. Le perizie mediche hanno dato riscontro ma non si sa al momento chi sia stato a commettere il fatto".

Nel marzo 2020, invece, qualcuno aveva installato un gps sotto la sua auto, e "qualche mese dopo – spiega il portavoce del Comitato - la persona che me l'aveva segnalato è stata colpita a sua volta: qualcuno ha dato alle fiamme il suo scooter, parcheggiato vicino al mio. È stata esposta denuncia contro ignoti". L'episodio più grave, precedente a quest’ultimo, ha riguardato il sabotaggio della vettura di Puzzer, con verosimile manomissione delle pulegge, e il giorno dopo la conferenza stampa in cui sono stati resi noti i fatti un altro rappresentante del Clpt aveva trovato allentate le viti di tutte le ruote della sua auto. Per il momento, tuttavia, solo l'episodio relativo al test medico ha portato a un riscontro giudiziario.

“Sono stati cinque anni duri – dichiara Puzzer al telefono - ringrazio la mia famiglia e i colleghi, che non hanno mai dubitato di me e mi sono sempre stati vicino. Questa è la mia prima volta in tribunale e sono felice che sia stata fatta giustizia. Evidentemente ci siamo esposti in un mondo dove non si era mai esposto nessuno e ci siamo fatti dei nemici, ma ne vale la pena se è per dare seguito ai diritti dei lavoratori”.

Tra i risultati ottenuti dal Clpt nei suoi quasi quattro anni di militanza l'approvazione del Piano degli Organici del Porto, dopo il quale sono state ricollocate diverse decine di lavoratori con problematiche di salute o licenziati. Avviato anche il confronto con il Governo per l’applicazione dell’Allegato 8° e la stabilizzazione di molti precari.

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