Lunedì, 20 Settembre 2021
Cronaca

Mappatura del Fondale del Golfo di Trieste. Le Prime Immagini Pubbliche

Completata la fase di ricerca geofisica e mappatura del fondale del Golfo di Trieste realizzate a bordo della nave Aretusa della Marina Militare.L'attività di ricerca geofisica e di mappatura del fondale marino del Golfo di Trieste, (bacino...

Completata la fase di ricerca geofisica e mappatura del fondale del Golfo di Trieste realizzate a bordo della nave Aretusa della Marina Militare.

L'attività di ricerca geofisica e di mappatura del fondale marino del Golfo di Trieste, (bacino superiore del Mare Adriatico compreso tra le Foci del Tagliamento e Punta Salvore - Slovenia) realizzata grazie alla collaborazione tra la Marina Militare e l'OGS - Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale, a bordo della nave idro-oceanografica Aretusa della Marina Militare, si è conclusa in questi giorni.
Gli obiettivi erano:
Raccolta dati per la realizzazione e l'aggiornamento della documentazione nautica
Rilevazione della topografia costiera e portuale
Individuazione scafi affondati e ostacoli sommersi
Raccolta di informazioni nautiche
Raccolta dati Oceanografici
Attività di ricerca in collaborazione con Enti di ricerca nazionali e internazionali
Determinazione della natura del fondo marino
Monitoraggio Cetacei


Grazie alle strumentazioni idro-oceanografiche di bordo, come il Side Scan Sonar, il correntometro doppler e l'ecoscandaglio Multibeam, nelle scorse tre settimane, è stato possibile ispezionare le "trezze", gli affioramenti rocciosi che bordano la fascia costiera, riserve uniche per la riproduzione e l'insediamento di organismi marini, e raccogliere così una serie importante di dati, che nei prossimi mesi saranno oggetto di analisi approfondite.

A presentare alla stampa i primi risultati di queste analisi: il Tenente di Vascello Pasquale Perrina, Comandante di Nave Aretusa, ed Emiliano Gordini e Simonetta Lorenzon, ricercatori OGS - Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale.

Le rilevazioni fatte a bordo dell'Aretusa si inseriscono nel progetto TRECORALA (TREzze e CORalligeno dell'Alto Adriatico: valorizzazione e gestione sostenibile nel Golfo di Trieste), finanziato dal bando europeo per la cooperazione transfrontaliera INTERREG Italia- Slovenia 2007-2013, e collocatosi al primo posto nella graduatoria dell'asse 1 - ambiente.

Il progetto TRECORALA è volto a promuovere e favorire una gestione sostenibile delle trezze attraverso il miglioramento della conoscenza delle loro caratteristiche, in quanto, in un bacino caratterizzato da fondali fangosi e sabbiosi, come quello dell'Alto Adriatico, esse rappresentano autentiche e preziose riserve naturali e nicchie di biodiversità.

Obiettivi del Progetto TRECORALA sono: la valutazione dello stato di salute (Good Ecological Status - GES) delle trezze e dell'impatto delle attività di pesca, con il coinvolgimento degli operatori del settore; la formulazione di proposte per la gestione sostenibile di alcune risorse alieutiche e per lo sviluppo turistico, con la partecipazione attiva delle amministrazioni locali e delle associazioni di cittadini; e la divulgazione delle conoscenze e dei risultati.

"Grazie alla collaborazione con la Marina Militare il set di dati a nostra disposizione è ora notevole e di ottima qualità. - ha affermato Emiliano Gordini - Ci auguriamo pertanto che una volta creati i "mosaici" a partire dalle informazioni a nostra disposizione, si possa lavorare nuovamente con l'Aretusa per ulteriori approfondimenti sulle aree ancora non mappate e per effettuare rilevazioni con il Multibeam e il Sub Bottom Profiler, che a causa del meteo non abbiamo potuto utilizzare".

"Il progetto TRECORALA, iniziato il 15 ottobre 2012, proseguirà fino al 2014. - ha affermato Simonetta Lorenzon - Con la divulgazione delle sue fasi e dei risultati, intendiamo favorire lo sviluppo di una migliore "coscienza ambientale" dei cittadini e degli operatori del settore, oltre a rappresentare un utile strumento a disposizione delle autorità competenti per una gestione integrata e sostenibile del nostro Golfo".





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