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Marcello Di Finizio: «Schifato dagli avvoltoi sulla "Voce della Luna", non esiste più umanità»

Torna all'attacco Marcello Di Finizio, ex titolare della Voce della Luna, dopo le proposte di interesse arrivate per la nuova gestione del locale. Tra le 15 offerte, spicca anche quella di Bruno Vesnaver, responsabile locale della FIPE, Federazione Pubblici Esercizi

Torna all'attacco Marcello Di Finizio, ex titolare della Voce della Luna, dopo le proposte di interesse arrivate per la nuova gestione del locale. Tra le 15 offerte, spicca anche quella di Bruno Vesnaver, responsabile locale della FIPE, Federazione Pubblici Esercizi.

Un Di Finizio furioso in una nota afferma che  «Intanto incominciamo a raccontare chi sono e cosa rappresentano i personaggi che hanno partecipato al bando di gara. Questo "signore", questo brava persona, Bruno Vesnaver, è il presidente della FIPE Trieste (federazione italiana pubblici esecizi) lui, dovrebbe rappresentare (a questo punto il condizionale è d'obbligo)  la categoria degli esercenti a Trieste, il primo su tutti che avrebbe dovuto difendere a spada tratta la mia concessione dallo sciacallaggio di una direttiva neoliberista europea (la Bolkestein)  che lui sapeva bene essere assolutamente ingiusta e creata propio per dare in pasto le concessioni italiane a tutti gli sciacalli sia europei che nostrani».

 «Ma - continua la nota - , paradosso dei paradossi (infamità delle infamità) è stato proprio lui il primo a partecipare alla gara, davvero roba da non credere! E non solo, è stato anche l'unico a partecipare a quella surreale conferenza stampa a porte chiuse indetta dagli assessori Laura Famulari e Andrea Dapretto PD, escludendo proprio il sottoscritto , per parlare del sottoscritto. Si, incredibile ma vero, a Trieste nel palazzo dei cittadini si indice una conferenza stampa a porte chiuse per parlare contro un cittadino, senza consentirgli nessuna possibilità di replica. Non ci credete!?... eppure è successo davvero, nel 2015».

 «La cosa - conclude - ancora più pazzesca e che durante il mio sciopero della fame in via delle Torri, questo "signore" che oltretutto possiede due locali proprio li accanto (Trattoria da Giovanni e Bar Russian Trieste ) e in uno dei quali andavo tutti i giorni a bere il caffè, proprio per poter stare in piedi e continuare ad andare avanti con la mia protesta, mi vedeva tutti i giorni  e io vedevo lui, sapeva di tutto quello che stavo facendo... quello che ho passato  e tutta la sofferenza che questa storia stava portando. Adesso che so che c'era  un interesse  diretto a sbranare gli ultimi brandelli di vita di una persona, anni e anni di lavoro e di sacrifici di un loro concittadino: io davvero non so più cosa dire davanti a tanto squallore e miseria umana. Ma si può far passare tutto questo schifo!? In questo film dell'horror ci sono finito io, ma ci potrebbe finire chiunque».

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