Martedì, 26 Ottobre 2021
Cronaca

"Mare Jonio pagata per trasbordo di migranti": tra gli indagati anche il triestino Alessandro Metz

La Procura di Ragusa ipotizza il reato di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina in merito alla vicenda avvenuta nel settembre 2020. TriestePrima ha tentato di mettersi in contatto con il triestino senza fortuna

Il triestino Alessandro Metz risulterebbe tra i quattro indagati dalla Procura di Ragusa che ipotizza il reato di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina in merito alla presunta presenza di denaro in cambio del trasbordo di 27 migranti dalla Maersk Etienne alla Mare Jonio, vicenda avvenuta nel settembre 2020 al largo delle coste siciliane. Questa mattina, su disposizione della magistratura iblea, si sono verificate numerose perquisizioni in tutta Italia (tra cui ci sarebbe anche quella avvenuta a Trieste, nonostante Metz non viva nel capoluogo regionale ndr). Le altre tre persone che risulterebbero indagate sono Luca Casarini, il capo missione Beppe Caccia e il comandante dell'imbarcazione Pietro Marrone, tutti "soci, dipendenti e amministratori della società armatrice del rimorchiatore" come riportato da Repubblica. 

La posizione della magistratura siciliana

Secondo quanto riportato dalla Procura siciliana e da ciò che emergerebbe dalle indagini fin qui svolte grazie anche ad "intercettazioni telefoniche, indagini finanziarie e riscontri documentali", il trasbordo dei migranti effettuato dall’equipaggio della “Mare jonio è stato effettuato solo dopo la conclusione di un accordo di natura commerciale tra le società armatrici delle due navi, accordo in virtù del quale la società armatrice della Mare Jonio ha percepito un ingente somma quale corrispettivo per il servizio reso". Oltre al presunto favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, la Procura siciliana ipotizzerebbe anche la violazione delle norme del codice della navigazione. Le indagini sono state condotte dai militari della Guardia di Finanza di Ragusa e dagli agenti della Mobile dello stesso capoluogo.  

La solidarietà a Linea d'Ombra

Solo la scorsa settimana Mediterranea "scendeva" in campo al fianco di Linea d'Ombra, l'associazione di volontari guidata da Lorena Fornasir e Gian Andrea Franchi, dopo la perquisizione svolta dalla Digos del capoluogo Fvg "alla ricerca di prove per imputazione di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. Solo alcune settimane fa - così l'ong - eravamo con loro a Trieste in piazza della Libertà, insieme all'europarlamentare Massimiliano Smeriglio, a denunciare i respingimenti illegali promossi dal nostro Paese. Sappiamo cosa voglia dire essere indagati e colpiti per le attività solidali che ogni giorno, nonostante tutto, moltissimi uomini e donne continuano a portare avanti in mare e in terra. Per questo ci dichiariamo assolutamente complici del reato di solidarietà".  

La redazione ha tentato di contattare più volte Alessandro Metz senza fortuna. Rimaniamo a disposizione per ogni commento o replica richiesta. 

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