Cronaca

Dissequestrata la Mare Jonio, l'armatore sociale e triestino Metz: "Servono 100 mila euro per ripartire"

La nave era rimasta sotto sequestro amministrativo nel porto di Licata per cinque mesi. "Abbiamo visto naufragi e morti, catture e deportazioni. Ora la nave è libera, torniamo in mare"

"La Mare Jonio è libera, adesso ritorniamo in mare, tutti e tutte assieme". A scrivere queste parole è il triestino Alessandro Metz, armatore sociale di Mediterranea Saving Humans nave che da cinque mesi risultava ferma nel porto di Licata a causa del sequestro amministrativo che aveva raggiunto l'imbarcazione. Dallo scalo siciliano, Metz e gli altri componenti della nave hanno visto "naufragi e morti, catture e deportazioni in Libia di chi da quel Paese in guerra tentava di fuggire ma anche salvataggi e arrivi" così la nota della Mare Jonio. 

La nota stampa

"Bastava una firma per liberare la Mare Jonio da parte di un Ministro di questo Governo - continua la nota -, una firma che non è arrivata. Una sentenza del Tribunale di Palermo però ha deciso che non c'è motivo di sequestrare una nave della società civile, questo solo pochi giorni dopo la richiesta di archiviazione per Luca Casarini e Pietro Marrone, capomissione e comandante, da parte della Procura di Agrigento".

Servono 100 mila euro per ripartire

I cinque mesi di sequestro hanno "costretto a spese e lavori ,a soprattutto ci hanno tolto il bene più prezioso, il tempo. Quello che non ci hanno fatto perdere è la voglia e il bisogno di essere là dove è giusto stare, nel Mediterraneo Centrale". La Mare Jonio ha bisogno di "riempire i serbatoi, rifornire cambuse, organizzare l'equipaggio e fornirla di dotazioni indispensabili al salvataggio". Per tutto ciò la stessa organizzazione ha lanciato un raccolta fondi. "L'obiettivo è raccogliere 100.000 euro per ripartire". 

"Una figura plurima"

Metz sottolinea come "l'armatore sociale è una figura plurima e molteplice, o è così o non è. Il mio nome è solo quello che è scritto sui documenti necessari alla navigazione, ma una nave come la Mare Jonio naviga solo se in tanti e tante decidiamo di spingerla, sostenerla e sognarla. Lo abbiamo già fatto, lo rifaremo".

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