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Martedì, 18 Giugno 2024
Cronaca Riva Nazario Sauro, 22

Marea Rive lascia il posto all’Osteria Al Ramaiolo, novità per i giovani Stefano e Margherita

Nella nuova avventura i due gemelli Marchetti non fanno più coppia (Francesco ha aperto con gran successo, circa mesi fa “La Carega” in via Diaz”). Stefano sarà affiancato, come già accadeva per Marea Rive, dalla compagna Margherita, coetanea ed in attesa del primogenito per maggio

Sarà inaugurata sabato 23 gennaio l’ Osteria Al Ramaiolo in Riva Nazario Sauro 22/a che prenderà il posto dell’ormai storica “Marea Rive da Stefano e Franz”. Nella nuova avventura i due gemelli Marchetti non fanno più coppia (Francesco ha aperto con gran successo, circa mesi fa “La Carega” in via Diaz”). Stefano sarà affiancato, come già accadeva per Marea Rive, dalla compagna Margherita, coetanea ed in attesa del primogenito per maggio.

Stefano racconta che «nonostante abbia quasi 25 anni, sono già circa una decina d’anni che lavoro nell’ambito della ristorazione, prima come porta pizze per una pizzeria rinomata in città dove, grazie al mio impegno, in poco tempo sono stato promosso a ruoli più operativi. Dopo circa un paio d’anni  ho avuto modo di lavorare in diversi locali della città, di cui una delle esperienza più importanti è stata al Bennigan's (sulle Rive zona Campo Marzio). Questi anni di lavoro mi sono serviti per imparare al meglio il mestiere, l’approccio con il pubblico e la gestione di un locale, elementi poi fondamentale per la buona riuscita delle attuali attività. Per quanto riguarda Marea Rive, io già ci lavoravo già dal 2009, prima di prendere direttamente la gestione del locale nel 2011. Per questa nuova esperienza ho voluto fortemente che mi accompagnasse anche il mio fratello-gemello Francesco, in quel periodo molto impegnato con la moda, ma avevo intravisto il lui molto potenziale per questo settore, ed infatti posso dire che non mi sono sbagliato».

«Tra la precedente gestione in cui ero dipendente e la mia (e di Francesco) - continua -  abbiamo cambiato diverse cose, da una prima ristrutturazione del locale (quella radicale è avventura circa un anno e mezzo fa, sventrando tutti i muri e rifacendo in pratica il ristorante da zero), ringiovanendo gli ambienti  e il menù, rendendolo maggiormente appetibile quindi ad una clientela più giovane. Infatti tutto il primo periodo avevamo tantissimi clienti giovani che apprezzavano i nostri piatti, il rapporto qualità prezzo e l’atmosfera che respiravano, estremamente positiva e giovanile. Erano poi gli stessi ragazzi che portavano parenti, genitori e nonni, così per molti l’appuntamento domenicale a pranzo qui è diventato irrinunciabile, come era tradizione una volta. Le nonne che ci facevano i complimenti per i piatti erano poi delle soddisfazioni incredibili. Come ogni locale poi, si arriva ad un punto in cui si capisce che questo ha dato quanto potuto e c’è la necessità di rinnovare. Così nel corso del 2015 è venuta l’idea a me e Margherita di provare a rinnovare completamente trasformando Marea Rive in una trattoria. Nel frattempo mio fratello Francesco ha aperto, con grande successo “La Carega" in via Diaz, intraprendendo la sua strada, anche se mi auguro che in futuro possiamo nuovamente a tornare a lavorare assieme, magari aprendo una grande attività. Nel 2013, inoltre avevamo aperto anche un “Take away” Marea Rive sotto l’università con un buon riscontro di clientela e di feedback».

«I lavori per la nuova attività stanno procedendo bene, l’inaugurazione la faremo sabato a partire dalle 19 con un buffet in via di definizione, musica e tanta allegria e divertimento. Non sto nella pelle di iniziare questa nuova esperienza. Abbiamo un ottimo chef siciliano, preparato e serio. Nel menù attenzione particolare alle pietanze tipiche nostrane come gulasch, jota (ma non mancheranno anche  i primi a base di carne e pesce ed i contorni ) ma spazio verrà anche dato alla maestria ed alla fantasia del nostro chef. Saremo aperti da lunedì 25 gennaio tutti i giorni, lunedì escluso, dalle 12 alle 15 e dalle 19 a mezzanotte circa».

«Abbiamo avuto – ancora il gestore -  nel corso di questi cinque anni tantissimi clienti triestini che poi si sono fidelizzati presso il nostro ristorante, e questa è stata una grande soddisfazione perché voleva dire che offrivamo un ottimo prodotto, apprezzato dai più. Ma anche i turisti sono stati numerosi, non ovviamente quelli delle navi da crociera in quanto hanno già tutto pagato sulla nave e quelli che si recano nei ristoranti per assaggiare piatti tipici non erano un numerò così elevato, anche se con un po’ di pubblicità ad hoc siamo riusciti ad attrarre anche un po’ di questa clientela. L’anno boom di turisti (più presenti alla cene rispetto ai pranzi) è stato il 2013, con francesi e russi a farla da padroni. In questo ambito si potrebbe fare molto di più. La città ha delle straordinarie potenzialità ancora inespresse, l’ambito turistico potrebbe essere il decisivo volano per l’economia cittadina, investendo maggiori risorse ed incrementandone le capacità».

«Diversi coetanei – continua Stefano - ci hanno chiesto consigli sulla possibile apertura di una propria attività, se e il caso di farlo oppure no. Io dico di provare se ci sono le disponibilità finanziarie, un aiuto da parenti e genitori che possa fare da cuscinetto, ammortizzando eventuali imprevisti o chiusure dell’attività. Ciò che dico sempre sono le quantità di tasse da pagare, si lavora quasi esclusivamente per pagare bollette, canoni e tutte le tassazioni obbligatorie. Peraltro per i giovani imprenditori sarebbe il caso che ci fossero delle agevolazioni per incrementare l’imprenditorialità giovanile, delle risorse ad hoc per spronare i giovani a provare. Personalmente, infatti, in questi anni non ho mai avuto alcun tipo di sovvenzione o aiuto. Questi continui pagamenti talvolta non ti permettono di vivere serenamente come si vorrebbe, ti levano il sonno, ti fanno pensare se davvero vale la pena andare avanti o no. L’amore poi per questo lavoro allontana tutti i  dubbi e ti sprona ad andare avanti. La preoccupazione maggiore dovrebbe essere, nella normalità, quella di servire al meglio il clienti e renderlo felice, ma purtroppo questa valanga di tassazioni fa diventare proprio tale problematica la paura più grande».

Sul futuro infine Stefano spiega che «mi piacerebbe ulteriormente ingrandirmi in un locale ancora più grande, magari nuovamente con mio fratello Francesco e, perché no, aprire un pub tutto mio sullo stile di quelli inglese».

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