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Lunedì, 27 Giugno 2022
Il business

Tonnellate d'erba, milioni e pistole d'oro: sequestri e arresti, decapitato il business dei narcos sloveni

Nei giorni scorsi la polizia slovena ha concluso una maxi inchiesta internazionale iniziata dal 2018 e mirata a smascherare un gruppo criminale composto da circa 80 narcotrafficanti. I legami con il mercato della droga in Spagna, il ruolo della frontiera "colabrodo" tra Italia e Slovenia, le pistole d'oro e gli investimenti finanziari su cui l'indagine è aperta. Come l'erba slovena arriva sul Carso (e a Trieste)

Duemila chilometri separano la Slovenia dalla penisola iberica eppure gli interessi dei rispettivi gruppi di narcos sono gli stessi. Più di 80 narcotrafficanti sono stati individuati nell'ambito di una maxi inchiesta internazionale coordinata dalla Procura di Lubiana che, dal 2018 a questa settimana, ha scoperto un business milionario le cui ramificazioni devono ancora essere completamente svelate. Le 1400 pagine che compongono l'indagine mettono in luce gerarchie ben definite ed una rete che sul territorio sloveno può contare su produttori, corrieri, distributori e pusher. Dal pesce grande a quello piccolo, l'organizzazione si articolava come una vera e propria filiera, capace di far scorrere fiumi di marijuana tra la Spagna e il nostro vicino di casa, senza grossi intoppi. 

Il fiume verde che scorre tra la Spagna e la Slovenia

Le notizie in merito a operazioni antidroga oltre confine che anche TriestePrima ha pubblicato non suscitano grossi clamori mediatici. In realtà c'è un filo rosso che collega città come Malaga e la Costa del sol alla droga che viene consumata a Trieste e dintorni. L'ultimo colpo basso ai narcos sloveni ha portato al sequestro di circa 600 chilogrammi di marijuana e alcuni di eroina, oltre ad un arsenale di pistole e fucili automatici provenienti dalla Bosnia Erzegovina. I blitz delle forze di polizia sono stati effettuati in molti paesi europei e in diversi momenti dell'indagine. Nelle tasche della malavita slovena sono venute a mancare cifre importanti: una volta immesso sul mercato, lo stupefacente avrebbe potuto fruttare almeno un milione e seicentomila euro. Un vero e proprio business e, in quanto tale, bisognoso di rigida organizzazione e regole ferree. 

Come operano i narcos sloveni

Il gruppo criminale procedeva all'acquisto della droga in Spagna e la portava in Slovenia, dove veniva stoccata in magazzini adeguati e poi rivenduta dai pusher nelle numerose piazze di spaccio. Che buona parte dell'erba presente a Trieste provenga dal vicino paese è notizia confermata anche dagli ultimi e numerosi arresti effettuati in Carso dal Nucleo di Polizia Giudiziaria della Locale giuliana. Nell'ultimo periodo tra Opicina e Basovizza si era scatenata una "guerra" tra spacciatori, con la piazzadi spaccio per così dire saccheggiata - dopo che uno spacciatore è finito in manette - dalle ambizioni di qualche "boss" locale. In numerose occasioni gli spacciatori erano stati fermati dopo essere transitati in territorio sloveno dove, solo per fare un esempio collegato alla maxi inchiesta, a fine luglio del 2021 la polizia slovena aveva effettuato un blitz antidroga in una abitazione di Kozina, a neanche due chilometri dal confine con l'Italia. Lì, all'interno di un magazzino, erano state trovate 600 piante e sequestrati due chilogrammi di marijuana. 

Le trasferte in Austria e Germania

Buona parte del traffico d'erba gestito dall'organizzazione criminale copre il mercato sloveno ma gli investigatori hanno scoperto che anche le piazze di spaccio in Austria e Germania erano oggetto di mire del gruppo. Lì veniva esportata una marijuana coltivata in piantagioni nascoste dove, grazie ad attrezzature di assoluto livello, i narcos sloveni riuscivano ad ottenere "un contenuto di Thc più elevato". Un po' come quello che si erano trovati di fronte gli uomini della Squadra Mobile di Gorizia quando, nella notte tra il 27 e 28 febbraio 2021, gli agenti hanno fermato un Tir con targa slovena e proveniente proprio dalla Spagna. All'interno di un borsone nero erano stipati 52 chilogrammi di marijuana di "ottima qualità" proveniente dalla penisola iberica e da piazzare oltre confine. 

L'aumento del business: il boom della marijuana in epoca Covid

Il business della marijuana è aumentato in maniera esponenziale, soprattutto in tempi di Covid. Ogni giorno dalla Spagna partono centinaia, se non migliaia di camion diretti in buona parte del continente europeo, frontiera orientale d'Italia inclusa. Portano soprattutto frutta e verdura, vista la grande quantità di produzione agricola che Madrid esporta. Su quei camion, molto spesso, viaggiano anche carichi d'erba destinati al mercato continentale. Lo scorso martedì gli investigatori di Lubiana hanno inflitto, solo in ordine di tempo, l'ultimo colpo basso alla malavita slovena. Al blitz contro il gruppo criminale hanno partecipato più di 550 uomini. Cinquantotto le perquisizioni in 68 località diverse, compresa la città di Capodistria. In questa occasione sono state sequestrate dieci pistole (di cui una dorata), una mitraglietta e un fucile, più le relative munizioni. 

Le indagini vanno avanti

Ventitre le persone arrestate e finite in carcere. Buona parte dei soggetti risulta pregiudicato. Tra la droga sequestrata anche cocaina, eroina, Mdma e testoterone. Inoltre sono stati trovati anche novantamila euro in contanti, decine di cellulari e computer. Tre le aree individuate come zone di coltivazione. Complessivamente sono state scoperte quasi 2300 piante di marijuana, più un'area di produzione di droghe sintetiche. In questo caso (sempre relativo a Kozina) gli investigatori hanno ipotizzato anche il furto di energia elettrica per un totale di circa 85 mila euro. La maxi inchiesta non è conclusa ma ha permesso di stoppare l'arrivo sulla piazza slovena di mezza tonnellata di droga. Il fascicolo di indagine possiede all'incirca 3100 allegati. Per questo motivo l'indagine non è conclusa. Gli investigatori puntano a ricostruire gli aspetti finanziari. Ci potrebbero essere investimenti di settore, lavanderie dove pulire soldi, società cartiere, rapporti con la malavita italiana attratta da quel nordest dove la vita scorre sonnolenta. 

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