Cronaca

Masao Furusawa, conferita la Laurea "Honoris Causa" all’ex guru di Yamaha

Furusawa, una vita in Yamaha, è stato infatti il “motore” della ripartenza di Yamaha nel motoGP non solo contribuendo significativamente alla progettazione della M1 su cui Valentino Rossi ha sbaragliato la concorrenza

Tantissimi studenti di ingegneria ma anche semplici appassionati di motociclismo si sono dati appuntamento ieri all’Università di Trieste per salutare Masao Furusawa nel giorno del conferimento della laurea honoris causa in ingegneria meccanica. “Un professionista che rappresenta un modello al quale ogni giovane studente di ingegneria aspira”, ha sottolineato il Prof. Carlo Poloni nel corso della laudatio.

“La laurea honoris causa – ha spiegato il Rettore Maurizio Fermeglia - è un riconoscimento che viene assegnato a persone che hanno dimostrato abilità speciali in ambito scientifico, accademico e sociale. Possiamo dire che Masao Furusawa ha saputo eccellere in ognuno di questi campi, distinguendosi tanto sotto il profilo ingegneristico quanto sul fronte della comunicazione interna e del supporto alla formazione di altri giovani talentuosi ingegneri”.

Furusawa, una vita in Yamaha, è stato infatti il “motore” della ripartenza di Yamaha nel motoGP non solo contribuendo significativamente alla progettazione della M1 su cui Valentino Rossi ha sbaragliato la concorrenza, ma anche rivoluzionando l’organizzazione del team e occupandosi direttamente della selezione di personale giovane e qualificato.Laure_Furusawa1-2

È proprio qui che nasce il rapporto speciale e di lunga data con l’Università di Trieste. Da poco alla guida della divisione racing di Yamaha, nel 2004 – lo stesso anno in cui Valentino Rossi sceglie di correre per la casa dei tre diapason - Furusawa chiama a far parte del team tecnico Andrea Zugna, un giovane laureato dell’ateneo triestino che rimarrà diversi anni al suo fianco. Un anno dopo sarà Furusawa a chiedere a Zugna di poter incontrare i docenti che lo hanno seguito nel percorso di studi universitario: un incontro da cui è nata la stima reciproca e una proficua collaborazione che negli anni ha portato altri laureati triestini ad intraprendere un percorso in questo settore. 

Un campo sicuramente ambitissimo per gli aspiranti ingegneri, ai quali l’ex “guru” di Yamaha ha dispensato alcuni consigli. Primo fra tutti, affidarsi alla tecnologia ma mantenere allenato il cervello, guardando a Leonardo Da Vinci e ad Isaac Newton. Proprio quello che Furusawa ha fatto nel corso della sua lunghissima carriera, illustrata nel corso della sua lectio magistralis The Way of Engineering. “Anche se avrei dovuto intitolarla My Way of Engineering, perché è la storia della mia vita: ero ingegnere, sono ingegnere e lo resterò fino alla fine dei miei giorni”.

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