Mascherine all'aperto: Fedriga aspetta il Dpcm di Conte

"Ad oggi non abbiamo ritenuto necessario adottare obbligo mascherine all'aperto, ma non escludiamo misure che tutelino maggiormente la popolazione della regione, senza chiudere attività produttive, ma non certo prima del 7 ottobre". Così il governatore a Link festival

"La Regione Friuli Venezia Giulia aspetterà il Dpcm del Governo il 7 ottobre, tenendo sotto controllo l'evoluzione della pandemia per capire le misure da mettere in atto. Ad oggi non abbiamo ritenuto necessario adottare obbligo mascherine all'aperto, ma non escludiamo misure che tutelino maggiormente la popolazione della regione, senza chiudere attività produttive, ma non certo prima del 7 ottobre". Lo ha affermato il governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, a margine dell'incontro della giornata conclusiva di Link Festival del Giornalismo, a Trieste, dove questa mattina è stato protagonista dell'intervista con la giornalista e conduttrice Serena Bortone.

Tablet ai positivi

Bilancio della gestione della fase più critica dell'emergenza Coronavirus, scelte future in caso di rialzo dei contagi e indirizzi sulla sanità sono stati i principali temi affrontati nel corso dell'approfondimento, in cui Fedriga ha dato anche un'anticipazione per quanto riguarda l'assistenza domiciliare. "Dopo l'emergenza Covid stiamo lavorando - ha reso noto il governatore - a un progetto scientifico per gestire la domiciliarità con le nuove tecnologie: forniremo dei tablet ai pazienti Covid positivi con caricati tutti i principali strumenti di diagnostica di base e i dati rilevati potranno essere gestiti direttamente dai Dipartimenti di prevenzione per consentire un tempestivo e costante monitoraggio. Riusciremo a dare un migliore servizio e a contenere i costi".

Carenza di medici in Italia

In merito alle carenze e alle sfide che interpellano il sistema sanitario, Fedriga ha risposto che "la prima carenza del sistema sanitario in tutta Italia è quella di personale medico. Già con il Governo precedente e con l'attuale sono aumentati i posti di specializzazione, ma il sistema Paese su questo nodo essenziale è comunque estremamente in ritardo. La seconda carenza - ha aggiunto - è il poco coraggio sulle scelte in sanità: ogni ospedale non può fare tutto e la riforma del Friuli Venezia Giulia va in questa direzione".

Nel corso dell'intervista Fedriga ha anche rivendicato la necessità di un profondo ascolto da parte del Governo dei territori. "La Conferenza delle Regioni chiede con forza che le strategie siano condivise. Mi sembra strano - ha affermato il governatore - che ad oggi il Friuli Venezia Giulia non sappia quali siano i piani di Anas o Rfi su opere che ci riguardano. Se non c'è coinvolgimento rischiamo di fare investimenti che non rispecchiamo le esigenze dei territori".

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Sulle prossime scelte nel 2021, Fedriga ha infine invocato prudenza. "Finora abbiamo fatto provvedimenti importanti per lavoro, famiglia, sanità ma lanciarsi adesso annunci roboanti è sbagliato: abbiamo un mare in tempesta con nebbia fitta davanti a noi e nessuno è in grado di capire quali saranno i conti economici che ci attendono. Fino a pochi mesi fa credevamo di dover assistere alla chiusura di hotel, ristoranti, attività turistiche e non è stato così, per fortuna. Oggi la politica ha il compito di eliminare la propaganda e ha la responsabilità - ha concluso - di utilizzare le risorse ancora più responsabilmente di sempre".

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