Violenza sessuale ai danni delle clienti, arrestato massaggiatore

La lente della Procura si è concentrata su un triestino di 48 anni che, secondo le denunce delle vittime, avrebbe manifestato delle condotte a sfondo sessuale senza il consenso delle stesse

Nel pomeriggio di ieri, 18 agosto, gli agenti del Commissariato PS Polo San Sabba hanno dato esecuzione a ordinanza di applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari emessa dal G.I.P. di Trieste, su richiesta del P.M. titolare del fascicolo processuale, nei confronti del triestino L.V., massaggiatore nato nel 1972 e titolare di uno studio, indagato per il delitto di violenza sessuale con abuso di prestazione d’opera.

Le indagini, dirette dalla Procura delle Repubblica di Trieste, sono state avviate a seguito di una denuncia sporta da una cliente del professionista, la quale riferiva che, nel corso di due differenti sedute, mentre si trovava sdraiata con le braccia distese lungo il lettino, il professionista, già condannato in passato per fatti analoghi, aveva appoggiato il proprio membro in erezione sulle sue mani, coperte da un lenzuolo. 

Nel corso della seconda prestazione, il massaggiatore, dopo aver messo in atto le medesime condotte, faceva altresì distendere la vittima in posizione supina sul lettino e, nel massaggiarle la spalla, assumeva una posizione che gli permetteva di toccare con il proprio gomito la zona pubica della donna. La vittima, scioccata e incredula di quanto accaduto, non riusciva a reagire all’abuso, ma una volta uscita dallo studio del massaggiatore si dirigeva in Questura per sporgere denuncia. 

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Sulla scorta di tali elementi è stata avviata un’attività tecnica d’indagine che ha permesso di ottenere dei dati positivi rispetto a quanto dichiarato dalla denunciante, riscontrando l’effettiva abitualità dell’indagato nel porre in essere delle condotte a sfondo sessuale nei confronti della maggior parte delle clienti donne. A ciò si aggiunga che nei confronti dei clienti di sesso maschile o delle donne non gradite, l’indagato svolgeva un’ordinaria prestazione di lavoro, senza alcun ulteriore interesse. Per il reato di violenza sessuale posta in essere da L.V. con atti di libidine subdoli e senza il consenso delle vittime, il Giudice per le Indagini Preliminari accogliendo la richiesta del P.M., ha emesso la misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti dell’indagato. 

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