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Massaggiatore accusato di molestie sessuali: la corte d'appello diminuisce di un anno la pena

Nel dicembre del 2021 il gup Massimo Tomassini aveva condannato in primo grado l’imputato a tre anni e quattro mesi di reclusione, ma dopo la'ultima sentenza dovrà scontare una pena inferiore

TRIESTE - Un anno di reclusione in meno rispetto alla condanna di primo grado dopo il ricorso in appello, per un totale di due anni, quattro mesi e 20 giorni: è la sentenza che la Corte d’Appello, presieduta dal Giudice Alessio Paolo Alessio Vernì, ha emesso per L.V., massaggiatore 50enne di Trieste, accusato di molestie sessuali alle clienti durante le sedute di massaggio. Nel dicembre del 2021 il gup Massimo Tomassini aveva condannato in primo grado l’imputato a tre anni e quattro mesi di reclusione mentre il pm Lucia Baldovin aveva chiesto quattro anni. Il 29 novembre 2023 l’avvocato Enrico Miscia, difensore di L.V., aveva chiesto un rinvio dell’udienza in appello per consentire all’imputato di provvedere al risarcimento delle parti civili e lo scorso giovedì 19 giugno ha chiesto e ottenuto il patteggiamento.

Le parti offese

Sei delle 15 persone offese si sono costituite parte civile e hanno ottenuto 3mila euro di risarcimento ciascuna più spese legali (anche se la maggior parte è stata difesa in gratuito patrocinio). Nel dettaglio, due delle parti civili sono state assistite dall’avvocato Matteo Pastore del foro di Trieste, le altre dagli avvocati Angela Filippi Giorgia Cepar, Maria Genovese e Antonio Baici. Alla pena attuale si aggiunge una condanna pregressa di un anno e quattro mesi per fatti analoghi, motivo per cui non è stata concessa la sospensione condizionale. Al momento L.V. è in stato di libertà e, quando la sentenza diventerà definitiva, potrà chiedere una pena alternativa alla reclusione in carcere.

Il pregresso

La vicenda ha avuto inizio dopo la denuncia di una cliente nel 2020 e, dopo le indagini della polizia, l'uomo era stato posto ai domiciliari in custodia cautelare il 18 agosto dello stesso anno. Secondo la donna il massaggiatore avrebbe appoggiato il proprio membro in erezione sulle mani di lei, coperte da un lenzuolo. Diverse clienti che frequentavano lo studio hanno poi riferito comportamenti simili.

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