Domenica, 13 Giugno 2021
Cronaca Isontino

Maxi evasione per oltre 2 milioni: indagate 4 persone a Grado

Bancarotta fraudolenta patrimoniale e bancarotta societaria da false comunicazioni sociali, questi i reati per cui sono indagati due ex amministratori di altrettante società del settore turistico e, a titolo di concorso, altri due parenti. Questo hanno rilevato le indagini della GDF isontina

Bancarotta fraudolenta patrimoniale e bancarotta societaria da false comunicazioni sociali, con danni all'erario per 2 milioni e 300mila euro, questi i reati per cui sono indagati due ex amministratori di altrettante società del settore turistico, con sede a Grado. Si è appena conclusa una complessa indagine a opera dei Pubblici Ministeri Laura Collini e Paolo Ancora della Procura della Repubblica di Gorizia, che vede indagati gli ex amministratori nonché, a titolo di concorso, altre due persone legate da rapporto di parentela con gli amministratori delle predette società.

L'attività investigativa

I fatti traggono origine dallo sviluppo di un’attività investigativa svolta sin dal 2015 dal Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Gorizia nel corso della quale sono state effettuate diverse perquisizioni domiciliari con il sequestro di una copiosa documentazione amministrativo-contabile e documentazione bancaria presso istituti di credito. Le indagini hanno accertato numerose violazioni amministrative e penali a carico delle due citate imprese come pure nei confronti di altre due società, di cui una con sede a Panama, tutte riconducibili ai richiamati imprenditori gradesi.

Struttura piramidale

Nel corso delle operazioni è emerso, in particolare, che uno degli indagati aveva costituito ed utilizzato società e gruppi societari a struttura piramidale, per lo più situate nei cosidetti “paradisi fiscali” (Panama, Antigua, Liechtenstein ed Isole Vergini Britanniche), con il fine di sottrarre rilevanti patrimoni alla tassazione nello Stato Italiano. L'indagato aveva anche fatto ricorso a società fiduciarie, di gestione e trust siti in Italia e all’estero per garantirsi l’anonimato nella detenzione delle relative quote azionarie, il tutto avvalendosi per lo più di risorse finanziarie depositate in conti correnti esteri.

Verifiche fiscali

Sono state eseguite anche quattro verifiche fiscali, nei confronti dei soggetti economici indagati, di cui tre di diritto Italiano ed uno di diritto panamense, che hanno permesso di accertare numerose violazioni all’I.V.A. ed alle imposte dirette e l’omesso versamento all’Erario di circa 2 milioni 361mila euro. Le indagini sono proseguite anche dopo le sentenze di fallimento emesse dal Tribunale Fallimentare di Gorizia il 14 dicembre 2016, nei confronti delle due società indagate.

La Guardia di Finanza contro i "furbetti" dell'immobiliare 

È stato anche accertato che gli amministratori delle società fallite hanno distratto dal patrimonio aziendale ingenti somme, anche attraverso trasferimenti finanziari effettuati su conti correnti esteri, per complessivi euro 3 milioni e 300mila euro, rendendosi responsabili dei reati di bancarotta fraudolenta e false comunicazioni sociali.

Al fine di garantire i creditori, tra cui l’Erario, il G.I.P. presso il Tribunale di Gorizia ha disposto il sequestro preventivo, eseguito nei giorni scorsi dai finanzieri, finalizzato alla confisca per equivalente, di un immobile con pertinenze, ubicato a Merano (BZ), del valore di circa 200mila euro, che gli amministratori falliti hanno artificiosamente distratto dal patrimonio aziendale, attraverso una simulata vendita a familiari compiacenti, anch’essi deferiti all’Autorità Giudiziaria.

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