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Maxi rissa con 20 persone: di nuovo chiuso bar in via Settefontane

Lancio di bottiglie e feriti dopo uno smodato consumo di alcolici. Disposta nei confronti del locale una sospensione di 20 giorni, la terza in sei mesi. Il primo provvedimento risale al 25 maggio, dopo che una donna era stata aggredita e colpita al volto con una bottiglia rotta

Una ventina di persone implicate in una maxi rissa nel bar Deea di via Settefontane, con lancio di bottiglie e persone ferite, evento che ha fatto scattare la terza sospensione della licenza nei confronti del locale. È successo lo scorso 9 dicembre, il bar era già noto per episodi analoghi ma mai così gravi. Pende sulla titolare la futura possibilità di una revoca della licenza da parte del sindaco qualora si dovessero ripetere gravi episodi di ordine pubblico. Così hanno dichiarato stamattina in una conferenza stampa il nuovo portavoce della Questura, il commissario capo Dottoressa Martina Cannella, e il Capo di Gabinetto, il dottor Leonardo Boido.

Il primo provvedimento contro il bar Deea risale al 25 maggio di quest'anno, dopo che una donna era stata aggredita e colpita al volto con una bottiglia rotta e un bicchiere. Dopo il ricovero all'ospedale la Polizia ha ricostruito una colluttazione violenta con il barista, poi denunciato e ovviamente licenziato. In questo caso è stata applicata al locale una sospensione della licenza di 5 giorni.

La seconda volta, il primo ottobre all'una di notte, la Polizia è intervenuta per l'ennesima segnalazione di schiamazzi, ma il gestore, una ragazza di 19 anni, è stata deferita in stato di libertà per aver ostacolato l’attività di identificazione degli avventori attuata dagli agenti intervenuti. In quel caso l'esercizio è stato chiuso per 10 giorni. Identificato, in quell'occasione, anche un cittadino kosovaro, arrestato in agosto per furto.

Schiamazzi e ubriachi in via Settefontane, la Polizia fa chiudere un bar

Il fatto più grave è accaduto, appunto, qualche giorno fa: una rissa a cui hanno partecipato 20 persone, con lanci di bottiglie e varie persone ferite, non tutte identificate perché dileguatesi all'arrivo della Polizia (da una segnalazione dei Carabinieri). Gli avventori, in gran parte di origine sudamericana come gli abituali frequentatori del bar, avevano assunto alcol in quantità smodate, non erano state applicate le normative sulla distribuzione di alcolici e in quella occasione, come altre volte prima, la titolare non c'era e aveva lasciato il bar in custodia al fratello, non munito della licenza necessaria. In generale, fa sapere la Polizia, "la gestione del bar è spesso affidata a persone prive di titolo e spesso gravate da precedenti e misure di prevenzione". Il 16 dicembre è stata quindi disposta dal Questore la sospensione di 20 giorni.

La Polizia di Stato ha manifestato l'intenzione di dare risalto alla vicenda come monito per tutti gestori dei locali triestini, invitandoli a rispettare le norme relative agli orari di chiusura e alle licenze, al volume della musica e alle norme in materia di bevande alcoliche.

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