Maxi sequestro di sigarette: trasportate in un carrello per cavalli insieme agli equini

10.25 - La Guardia di Finanza di Trieste ha arrestato il conducente ucraino: sequestrati 40.000 pacchetti per un peso di 8 quintali

Continua senza sosta l'attività della Guardia di Finanza di Trieste al contrasto del contrabbando di sigarette, anche durante il mese di agosto. Nell'ambito di specifici piani operativi coordinati dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Trieste, nei giorni scorsi i militari del Nucleo di Polizia Tributaria del capoluogo Giuliano sono riusciti ad intercettare un autocarro adibito al trasporto di animali (al cui interno erano ricoverati cavalli da corsa), questi ultimi ignari custodi della merce illecita introdotta in contrabbando.

Dopo aver ricoverato gli animali in un'idonea struttura, la minuziosa ispezione dell'autocarro e delle numerose intercapedini presenti ha consentito di rinvenire e sottoporre a sequestro quasi 40.000 pacchetti di sigarette di varie marche (Marlboro, Winston ecc.), per un peso complessivo pari a quasi 8 quintali. L'autista del mezzo, un cittadino ucraino di 40 anni, è stato tratto in arresto dai finanzieri in flagranza di reato e posto a disposizione dell'autorità giudiziaria.

Anche questa volta il centro nevralgico del preliminare stoccaggio dei tabacchi lavorati introdotti in Italia dai valichi della provincia di Trieste risulterebbe fissato nell’Europa orientale. I Paesi dell’est, infatti, possono ancora scontare l’utilità di un basso costo locale delle sigarette (un singolo pacchetto costa al fumatore circa 1,20 euro), la facilità di approvvigionamento, nonché le agevoli possibilità di trasferimento e stoccaggio afferenti ingenti quantitativi di provenienza illecita. I numerosi sequestri effettuati dalle Fiamme Gialle triestine evidentemente confermano l’idea che le organizzazioni criminali dedite al contrabbando preferiscono il trasporto su ruote ed il frazionamento dei carichi anche in ragione della distribuzione del rischio di eventuali sequestri; questa costituisce una procedura oltremodo “economica” che consente, tra l’altro, di garantire la necessaria riservatezza dei traffici illeciti, senza affidarsi a vettori o spedizionieri professionali. La Guardia di Finanza è del parere che, in considerazione delle procedure descritte, la merce sequestrata fosse destinata alla rete di distribuzione del Friuli Venezia Giulia.

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