Martedì, 23 Luglio 2024
La sentenza / Barriera Nuova - Città Nuova / Foro Ulpiano

Meccanico prende l'auto del cliente e va a bere con gli amici: condannato a due anni e mezzo

L'uomo stava bevendo con gli amici al bar Stella quando il mezzo è stato riconosciuto dalla sorella del proprietario. La sentenza è stata emessa due anni dopo

TRIESTE - Un meccanico usa la Mustang del suo cliente per andare a bere con gli amici, ma la sorella del proprietario riconosce il mezzo. Scatta così la denuncia e, dopo due anni, il giudice lo condanna a due anni e sei mesi di carcere per appropriazione indebita. Il tutto senza la sospensione condizionale della pena in quanto l’uomo, un cinquantenne triestino con iniziali P.F, era gravato da precedenti e recidiva reiterata specifica (per un reato simile meno di cinque anni prima). La sentenza è stata emessa nella mattinata di oggi dal giudice del Tribunale penale Francesco Antoni, che ha sentenziato la pena richiesta dal pm Andrea la Ganga.

P.F., difeso dall’avvocato Antonio Santoro e non presente in aula, dovrà anche pagare un’ammenda di 2500 euro e un risarcimento di 3mila euro più spese legali al proprietario dell’auto. Quest’ultimo, un trentenne residente a Trieste, si è costituito parte civile ed è assistito dall’avvocato Silvia Piemontesi (in aula l’avvocato Caterina Masoli).

La storia

Oggi sono stati sentiti i testi della parte civile: la sorella del proprietario e un amico di lei, mentre in un’altra udienza hanno parlato il proprietario e gli agenti di polizia intervenuti. I fatti risalgono al marzo del 2022 e, secondo quanto riferito dai testimoni in aula, i due si trovavano in prossimità del bar Stella con altri amici quando hanno riconosciuto l’auto, un’appariscente Mustang 2005 cabrio parcheggiata in modo anomalo su un vicino marciapiede. “Mi è sembrato strano - ha testimoniato la sorella - perché mio fratello cura molto l’auto e non l’avrebbe mai parcheggiata in quel modo. L’ho chiamato e mi ha detto che era fuori Trieste e aveva portato la macchina dal meccanico, appena un giorno prima”.

I due testi hanno così capito quanto stava accadendo: “abbiamo chiesto agli avventori del bar chi fosse uscito dall’auto - ha riferito l’amico della donna - e ci hanno indicato cinque persone sedute a bere a un tavolo esterno. Erano scesi in cinque quando il mezzo è omologato per quattro. Ho chiesto loro spiegazioni e uno del gruppo ha dichiarato di essere il proprietario”. Dopo le richieste insistenti del testimone il 50enne triestino, che a quanto emerso in aula “sembrava in stato di ebbrezza”, ha poi ammesso di essere il meccanico e non il proprietario della Mustang, per poi consegnare le chiavi all’amico del legittimo proprietario e dileguarsi prima dell’arrivo della polizia. L’avvocato Santoro dichiara che probabilmente ci sarà ricorso in appello.

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