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La richiesta

Medico arrestato per spaccio continua a visitare, il Pd: "Si indaghi"

La richiesta proviene dal responsabile del forum sicurezza dei dem, Michele Tarlao, e da tutti i dem. "Questo incidente evidenzia l'inefficacia dei controlli e delle verifiche sul personale medico addetto a tali delicati compiti, e sulla loro idoneità a svolgere ruoli critici"

TRIESTE - "È inaccettabile che un individuo coinvolto in attività criminali abbia avuto accesso a una posizione di tale responsabilità, mettendo a rischio la sicurezza dei cittadini e l'integrità delle forze dell'ordine". La denuncia arriva da Michele Tarlao, coordinatore del Forum Sicurezza e Coesione Sociale del Partito democratico intervenuto nel caso del medico del lavoro che, dopo l'arresto per spaccio di droga, ha avuto accesso presso gli ambulatori della medicina del lavoro, struttura sanitaria di via Pietà. I dem, infatti, chiedono che venga avviata "un indagine approfondita". 

Il caso: cosa è successo dopo l'arresto

Le parole di Tarlao

"Questo incidente - spiega Tarlao - evidenzia l'inefficacia dei controlli e delle verifiche sul personale medico addetto a tali delicati compiti, e sulla loro idoneità a svolgere ruoli critici". Il Pd esprime "forte preoccupazione" e sottolinea come l'episodio metterebbe in luce "gravi lacune nelle politiche di sicurezza e coesione sociale attuate dal Comune di Trieste". Il motivo è presto detto: secondo quanto appreso da TriestePrima, e come riportato dai dem, "tra i pazienti visitati da questo medico, pare ci siano numerosi agenti della polizia locale, inclusi coloro che vengono valutati per l'idoneità all'uso dell'arma. La situazione è particolarmente allarmante dal momento che l'assegnazione individuale delle armi può avvenire solo dopo un rigoroso accertamento dei requisiti psico-fisici, da verificare annualmente".

Critico il partito

Sul caso è intervenuto anche il consigliere comunale Luca Salvati. "La Regione, che ha la gestione di tali figure, nonché la delega alla sicurezza, non può permettere che accadano tali episodi. La sicurezza a Trieste è già abbastanza compromessa a causa di alcuni fenomeni criminosi in aumento. Non possiamo permetterci di avere agenti di sicurezza che potrebbero non essere all'altezza della situazione, non a causa loro, ma di mancati controlli e verifiche su chi ha il compito di verificare tali idoneità". Anche la segretaria provinciale del Pd esprime preoccupazione e auspica "una revisione delle procedure di assegnazione e verifica dell'idoneità all'uso delle armi da parte degli agenti, per garantire che tutti i requisiti di sicurezza siano rispettati scrupolosamente. Il benessere e la sicurezza della nostra comunità dipende anche dalla capacità delle forze di polizia di operare in un contesto sicuro e affidabile". 

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