Venerdì, 25 Giugno 2021
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Link 2019, folla per Mentana in piazza Unità

Il direttore di La7 ha ritirato il premio speciale dell'Unicef all'interno del programma dell'ultima giornata del Festival del buon giornalismo che da giovedì si tiene in piazza Unità. "Con il giornale online ho voluto dare indietro qualcosa alle generazioni giovani"

foto Paolo Giovannini

Questa mattina il direttore di La7 Enrico Mentana ha ricevuto il premio speciale Unicef all’interno di Link – Il Festival del buon giornalismo che da giovedì sera tiene “banco” nel tendone di piazza Unità a Trieste. Il premio è andato a Mentana per la realizzazione del progetto Open, il giornale online da lui fondato qualche mese fa. All'incontro, alla quale ha partecipato il noto volto di Agorà, Serene Bordone, hanno assistito centinaia di persone. 

“La verità vera – ha commentato il direttore de La7 – è che la mia generazione ha avuto tutte le fortune. Per chi è nato negli anni Cinquanta chiunque avesse un minimo di talento aveva l’occasione di poter fare questo mestiere”.

“Quello che è successo dopo, con la crisi e l’esplosione della tecnologia, è che i cambiamenti hanno reso impossibile riuscire ad intraprendere lo stesso tipo di carriera. Io credo – ha continuato Mentana – che la regola anglosassone del give back debba essere applicata anche qui da noi. Chi ha avuto fortuna deve dare indietro qualcosa e, dopo aver chiesto senza fortuna ad alcuni colleghi di farlo assieme, ho deciso di prendere questa decisione da solo”.

Enrico Mentana poi ha concluso affermando che “abbiamo fondato un giornale di giovani e l’idea era proprio questa. Oggi il mio problema non è relativo al fatto che Open possa essere definito bello o brutto, bensì il mettere a disposizione la mia idea di giornalismo”. Il direttore de La7 poi ha raccontato un aneddoto relativo all'emozione che il mestiere giornalistico provoca. "Circa 35 anni fa Gheddafi aveva lanciato un missile verso Lampedusa e dovevo andare in onda con un'edizione straordinaria del telegiornale. Per noi nati in un'epoca di pace, quel lancio era un atto di guerra e non sapevo veramente cosa sarebbe successo dopo. In quel frangente mi sono emozionato e ho finito per impappinarmi". 

"Il giornalismo è capacità di essere compassionevoli e contemporaneamente oggettivi per raccontare la nostra realtà. Quando 17 anni fa - ha concluso Mentana - c'è stato l'attacco terroristico alle Torri gemelle, lì ho tenuto i nervi saldi ricordando esattamente quella volta in cui mi ero emozionato".  

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