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"Caso" Mercato Coperto, la Giunta si difende: "Nessuno sfratterà le bancarelle"

Polidori e Giorgi chiariscono la posizione del Comune sulla discussa ipotesi di affidare a Lidl o a Despar parte del piano terra, affidando all'investitore la ristrutturazione di tutto l'immobile. Si parla di "Modello Eataly, con attenzione a prodotti del territorio". Sì a spazi aggregativi, ristorazione e street food al primo piano e una terrazza riqualificata con spazi verdi

“Sì a una grande catena di alimentari nel Mercato Coperto, ma non a un classico supermercato”. Questo il pensiero dell’amministrazione comunale, che non smentisce la manifestazione di interesse e gli incontri con Lidl e Despar per un futuro insediamento nello storico edificio, ma l’idea è quella di portare un grande attrattore che proponga le eccellenze del territorio sul modello di Eataly, mantenendo gli attuali venditori al piano terra e aprendo anche allo street food. Al primo piano invece ristorazione o caffetteria e spazi aggregativi per giovani, riqualificando la terrazza. Questa, in estrema sintesi, l’idea della Giunta Dipiazza per la riqualificazione ella struttura, oggetto in questi giorni di feroce dibattito sul web.

La petizione

In un giorno la petizione contraria lanciata da Adesso Trieste ha raccolto 3200 firme, che verranno depositate oggi stesso in Comune mentre i pareri contrari dilagano sui social e tra le opposizioni. Interpellati al telefono, il vicesindaco con delega ai mercati Paolo Polidori e l’assessore al Patrimonio Lorenzo Giorgi chiariscono la posizione del Comune in merito alla discussa scelta di affidare a uno dei colossi dei generi alimentari la riqualificazione dell’immobile, dettando comunque le linee guida e partecipando all’investimento. 

La visione del Comune

Di questa riqualificazione e del traffico generato dal “supermercato d’eccellenza” beneficerebbero, secondo l'attuale amministrazione, gli attuali esercenti, ai quali si potrebbero aggiungere altri rivenditori del cosiddetto ‘cibo da strada’ nella sua migliore accezione.

Il vicesindaco Polidori spiega che “con la formula del project financing è necessario affidarsi a un investitore importante, non a un piccolo latifondista. Deve essere garantito un ritorno di cassa, un’attività che si basi su un progetto ‘caldo’, con una concessione di diversi anni. Il Comune detta comunque le linee guida per salvaguardare la storicità e il valore della struttura, senza nulla togliere a chi già ci lavora dentro”. Non solo una riqualificazione sarebbe quindi necessaria, secondo Polidori, ma anche la presenza di un investitore di sicuro richiamo, in quanto “attualmente vediamo un mercato asfittico con pochi operatori, i quali gestiscono attività che vanno verso una lenta fine, specialmente al primo piano. Ben venga aggiungerne altre, che magari propongano lo street food come in altri importanti mercati europei, ma in sinergia con l’investitore principale”, il tutto inserito in un progetto “rispettoso della storicità del luogo, ma con elementi innovativi”.

Non un classico supermercato

L’idea di un altro “grande attrattore”, con i supermercati Coop e Despar a distanza molto ravvicinata, manda su tutte le furie una buona fetta di cittadinanza, anche se l’assessore Giorgi specifica che “Non sarà un classico supermercato con gli scaffali, ma venderà prodotti a chilometro zero e specialità del territorio anche se sarà gestito dalla grande distribuzione. Dev’essere un supermercato che non dia gli stessi prodotti che può trovare nella Despar o nella Coop a pochi metri, né che venda casse di acqua minerale, visto che manca un parcheggio. L’offerta e il target saranno diversi”. 

Rifiutata la proposta di Monticolo & Foti

Un altro tema che ha fatto insorgere le opposizioni è stato il rifiuto del Comune alla proposta precedente, avanzata da Monticolo & Foti, ma secondo fonti vicine a Palazzo Cheba, anche quel progetto prevedeva il coinvolgimento di una delle due grandi catene già citate. Giorgi ironizza quindi su un “tardo risveglio” di chi adesso critica la nuova proposta. Non manca una stoccata alla consigliera Famulari (Pd), che secondo Giorgi “Dovrebbe imparare a leggere le carte e prima di scrivere alla stampa dovrebbe rivolgersi agli assessori competenti, ai quali non ha mai chiesto un incontro sul tema in cinque anni”.

Principalmente, spiega Giorgi, l’idea di Monticolo & Foti non era piaciuta perché prevedeva un investimento del Comune pari a sei milioni anche se “il Comune sarebbe stato solo il contenitore di una struttura gestita solo da privati, quindi perché un investimento così alto? Al piano terra si sarebbero installate delle società tra cui il supermercato e al piano di sopra dei poliambulatori. Che avrebbero peraltro precluso tutto il piano alla fruizione del pubblico”.

L’idea dell’amministrazione Dipiazza per il primo piano prevede invece un’area relax con caffetteria, eventualmente ristorazione, il citato ‘street food’ e spazi comuni. Tra le ipotesi al vaglio anche “spazi di co – working dove i giovani, a fine pandemia, potranno studiare e ritrovarsi”. Rimane valida l’idea, contemplata anche da Montocolo & Foti, di riqualificare la terrazza dotandola di spazi verdi aggregativi. “A queste condizioni – assicurano gli esponenti della Giunta Dipiazza – siamo disposti ad investire”.

Colossi contro "venderigole"?

Secondo un post dello scrittore Luigi Nacci, diventato virale e condiviso da migliaia di cittadini, la storica funzione del mercato verrebbe comunque “snaturata” dalle attuali intenzioni della Giunta. Il Mercato Coperto, infatti, era stato donato alla città dalla benefattrice Sara Davis per ospitare le cosiddette ‘venderigole’, proteggendole dalle intemperie, e stridono agli orecchi di molti i nomi di Lidl e Despar in questo contesto.  “Una struttura per i piccoli data in pasto ai grandi”, secondo Nacci, ma la Giunta Dipiazza dice di condividere l’originaria visione di Sara Davis: “Nessun venditore sarà abbandonato o sfrattato, l’intervento di una grande catena non potrà che giovare ai piccoli commercianti, sia per il maggior traffico di persone sia per la riqualificazione degli spazi”. 

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