Cronaca

Ripensare il Mercato Coperto: Adesso Trieste lancia una simulazione di progettazione partecipata

Adesso Trieste accoglie la sfida di Dipiazza e lancia l'iniziativa. L'invito è aperto a chi ha sottoscritto la petizione e ai commercianti che operano nel Mercato Coperto.

Foto Aiello

Forte delle oltre 6.300 firme raccolte sulla petizione per salvare il Mercato Coperto dalla grande distribuzione, Adesso Trieste, prendendo molto sul serio la sfida lanciata dal sindaco Roberto Dipiazza, avvia un percorso dimostrativo per l’elaborazione di un progetto collettivo sul futuro della struttura. Alla simulazione di progettazione partecipata sono invitati tutti coloro i quali hanno sottoscritto la petizione e i commercianti che operano nel Mercato Coperto. "L’obiettivo dell’iniziativa - si legge nella nota -  è dimostrare come e con quali metodi il Comune dovrebbe affrontare le questioni riguardanti l’uso e la rigenerazione dei beni immobili comunali, mettendo insieme persone, intelligenze e idee". La simulazione raccoglierà in forma organizzata, virtualmente e in presenza, informazioni, bisogni, aspettative e proposte per la salvaguardia e il rilancio dell’identità territoriale e popolare del Mercato.

«Nel corso della puntata di Ring di venerdì scorso il consigliere Codarin della Lista Dipiazza ha dichiarato che i costi per la gestione ordinaria del Mercato Coperto ammontano a 200.000 € l’anno. Si tratta di una prima, importante informazione, la cui pubblicità è un altro risultato della nostra mobilitazione -sottolineano Giulia Massolino e Riccardo Laterza, portavoce di AT -. Siamo convinti che si possa, sul modello di tante altre città italiane ed europee, costruire una gestione diversa del Mercato Coperto, consorziando chi già opera al suo interno insieme ad altre imprese e cooperative, attività agricole, artigianali e ristorative, servizi pubblici e associazioni culturali, per dare nuova vita alla struttura, rispettandone la funzione sociale legata allo sviluppo dell’economia locale. Per farlo, è necessario attivare un percorso diverso che coinvolga tutti gli attori interessati a questo obiettivo, dalla cittadinanza a imprenditori ed esercenti, dagli operatori culturali agli enti pubblici. Auspichiamo che l’istituzione titolata a fare tutto ciò, ovvero il Comune, si impegni in tal senso, ma nel frattempo riteniamo sia importante dimostrare che tutto ciò era ed è già possibile, oltre che necessario».

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