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Rive gremite per la messa sott'acqua (FOTO)

Sempre più numerosi i triestini che ogni anno a Santo Stefano assistono alla tradizionale messa subacquea, anche quest'anno affollata nonostante l'umidità, il freddo e la fitta nebbia

Sempre più numerosi i triestini che ogni anno a Santo Stefano assistono alla tradizionale messa subacquea, anche quest'anno affollata nonostante l'umidità, il freddo e la fitta nebbia. Nel 1976 si celebrava il primo Natale Sub a Trieste e oggi la tradizione continua nel 42esima edizione, sempre nel giorno di Santo Stefano, con la celebrazione della Santa Messa davanti alla scala reale e la successiva lettura della benedizione natalizia nella campana subacquea in plexiglas.

L'omelia nella campana di vetro

L'omelia dell'Arcivescovo Crepaldi è stata letta dal sacerdote don Francesco Pesce a 5 metri di profondità, nella campana riempita d'ossigeno e sostenuta da quattro palloni di sollevamento. Il 32enne Don Francesco, che celebra la messa dal 2014, ha un brevetto di primo livello ma continuerà il percorso con una seconda qualifica perché si sta appassionando alla disciplina delle immersioni. La manifestazione è stata organizzata dal Sub Sea Club e dalla Federazione Italiana Pesca Sportiva e Attività Subacquee e al termine della messa è stato offerto del vin brulè e del pandoro ai cittadini presenti.

Natale Sub 42: la tradizionale messa subacquea sulle rive (VIDEO)

La tradizione

Il primo Natale Sub è nato 42 anni fa come un originale scambio di auguri tra i soci del Sub Sea Club. Grazie all'idea di Don Giuseppe Dreossi è stato chiesto al vescovo di spostare l'omelia alla fine della messa e di leggerla sott'acqua con un laringofono. Nel corso dei decenni la manifestazione si è ampliata fino a coinvolgere l'intera città. Dal 2005 è presente un Truck e un maxischermo, per assistere alla lettura sott'acqua.

Il sub sea club

Il Sub Sea Club nasce come centro di aggregazione per subacquei e pescatori ed è stato iscritto nella Protezione Civile settore nautico. Tra le varie attività ha collaborato con la riserva marina di Miramare per collocare la prima barriera artificiale lungo il confine del parco marino onde creare una struttura idonea ad incrementare l’ittiofauna e la biomassa. Ad oggi promuove corsi di sub e di apnea con didattica FIPSAS, ed è “centro di avviamento allo sport” per quanto riguarda la pesca sportiva.

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