rotate-mobile
La nuova frontiera della realtà

Il Metaverso a Trieste è solo una chiacchiera da fare a pranzo

La nuova frontiera della realtà si sta lentamente diffondendo in tutto il globo. Tra dubbi e incertezze la nostra città sta iniziando a conoscere questo nuovo mondo

TRIESTE - Metaverso. Ne abbiamo sentito parlare un po' tutti, ma nonostante questa parola sia sempre più presente sui media tradizionali e non, sembra ancora un concetto fumoso e lontano dalla nostra realtà, soprattutto a Trieste. Qualcuno pensa sia un posto nascosto da qualche parte in città – forse un locale? - , altri credono che sia sinonimo di multiverso. C'è sicuramente molta confusione su quella che è la nuova frontiera del reale. Tuttavia anche qui qualcosa si muove. 

Cos'è il Metaverso

Partiamo dal principio, ovvero dalla sua definizione.Il Metaverso è una realtà virtuale dove è possibile interagire attraverso un avatar tramite dispositivi tecnologici come smart glasses, caschi e visori di realtà virtuale, guanti e tute tattili. Più sono avanzati gli strumenti, più umana sarà l'esperienza nel Metaverso. In poche e semplici parole, è una realtà virtuale social.

Triestini e Metaverso

Sebbene alcune realtà triestine si stiano muovendo verso questo innovativo "mondo parallelo", i triestini sono ancora molto lontani da questo tipo di concetto. Su una ventina di intervistati (dai 15 ai 50 anni), solo tre persone hanno sentito parlare o sanno cosa sia il Metaverso. Colpisce il fatto che tra queste non ci sia alcun giovane (under 26), nonostante siano i più connessi al mondo digitale. Qualche passo in avanti è stato fatto nell'ambito della formazione. A febbraio infatti, la Lef, azienda digitale modello di Confindustria Alto Adriatico e McKinsey & Company, ha presentato all'Expo di Dubai "Immersive Factory", un laboratorio virtuale in cui persone distanti migliaia di chilometri, connesse in live streaming, conversano, imparano metodi di ottimizzazione dei processi aziendali interagendo tramite realtà virtuale. Abbiamo tentato di contattare i creatori dell’innovativo progetto, ma la nostra richiesta non ha avuto seguito.

Trieste, un passo nel futuro

Per quel che riguarda l'aspetto commerciale, emerge un unico progetto nell'ambiente triestino, ovvero Vinophila, l'Expo virtuale attivo da aprile dedicato alla gastronomia prodotto dalla start up Labhornet con Advepa 3D. "In questi mesi, da una parte abbiamo ampliato la nostra audience a livello internazionale arrivando anche a Germania e Stati Uniti, dall'altra abbiamo sviluppato le attività sul Metaverso in termini di eventi, webinar e eventi in presenza ritrasmessi su Vinophila, come nel caso della presentazione del prosecco Audace, che mentre si teneva al Tommaseo è stata vista potenzialmente ovunque” ha dichiarato Lorenzo Biscontin, fondatore e Amministratore Unico di Labhornet .

“Vinophila permette di parlare al proprio pubblico in modo nuovo, semplice e interattivo. Inoltre abbiamo notato che il 40 per cento dei nostri visitatori ha tra i 18 e i 34 anni, quindi è l'ideale per chi vuole avvicinarsi a questa fascia d'età”. Oltre a questo grande progetto, va anche detto che negli ultimi anni a Trieste c’è stato un avvicinamento al mondo virtuale, soprattutto nel campo dell’immobiliare. Agenzie triestine come Gallery Real Estate, Trieste Villas, e Rigatti propongono infatti tour virtuali allegati ai loro annunci, mentre Audace Immobiliare ha realizzato i primi NFT collegati alle abitazioni in vendita.

“Una chiacchera da pranzo”

Nonostante questo assaggio di futuro, le piccole medie imprese triestine sono comunque ancora ben lontane dal Metaverso: "Credo che in questo momento storico l'idea dello sviluppo del Metaverso non sia ancora ben chiara neanche a chi lo sta progettando – ha dichiarato Enrico Marchetto dell'agenzia di digital marketing Noiza -. Il 99,9 per cento del mio lavoro ha a che fare con il mondo Meta, dato però dai social tradizionali (Facebook e Instagram). Solo lo 0,01 per cento del marketing comincia ad affacciarsi su quello che viene chiamato Metaverso. Va comunque detto che in questo momento siamo ancora in una fase primordiale". Secondo Marchetto a Trieste il Metaverso "è la chiacchiera che si fa a pranzo" e viene utilizzato dalle aziende solo “per poter raccontare di esserci”, anche a causa della scarsa diffusione dei dispositivi tecnologici. "E’ già un ottimo risultato che le Pmi triestine abbiano capito la necessità di fare campagne di promozione sociale, senza affidarsi alla mera presenza su Instagram o Facebook. Questa presa di coscienza può essere datata all'8 marzo 2020, quando ci sono state le prime chiusure dovute alla pandemia ed è stato necessario puntare sul delivery: in qualche modo bisognava comunicarlo".

La situazione a Milano

Per fare un confronto con le altre città italiane, abbiamo contattato l'agenzia di comunicazione milanese "We are social", che ha già iniziato a fornire le prime consulenze: "Tutti i brand di grandi dimensioni hanno iniziato ad esplorare questi nuovi spazi", ci ha raccontato l'Innovation Director Luca Della Dora. "Rispetto a sei mesi fa le richieste sono aumentate esponenzialmente, anche soltanto per fare delle sessioni di educazione sull'argomento. La maggior parte dei clienti chiede informazioni in questo ambito per capire come sfruttarlo come canale di marketing, mentre sono veramente rari i casi di aziende che lo usano come strumento interno".

Metaverso e quotidianità

Anche se non ce ne rediamo conto, il Metaverso, nel senso più ampio, in parte si sta già diffondendo e viene vissuto quotidianamente da milioni di persone, a volte senza nemmeno rendersene conto. Come spiegato da Della Dora, "al giorno d'oggi ci sono infatti moltissime piattaforme di gaming che hanno tutte le caratteristiche tipiche dei metaversi (sincronicità, tempo reale, persistenza, economia autonoma, immersività)". Non solo, Meta è ormai presente con le sue campagne pubblicitarie anche sui media tradizionali: basta sfogliare un giornale o guardare la televisione per rendersi conto che sta entrando sempre più nelle nostre vite. Ma quando succederà, come cambierà il nostro modo di concepire la realtà?

Metaverso, quale futuro?

Il Metaverso, ovvero la visione raccontata da Zuckerberg, è senza dubbio ancora in una fase iniziale. Non solo perché la tecnologia dovrà essere maggiormente accessibile e diffusa, ma anche per il fatto che le stesse piattaforme sono ancora in fase di completamento. Le potenzialità sono davvero infinite e spaziano in numerosi campi. Tuttavia al momento, come detto, è solo agli albori. Resta solo da chiedersi: a quando un vero e proprio sbarco sul Metaverso che possa e sappia coinvolgere più di una piccola nicchia? A questo risponderà solo il tempo. 


 

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Il Metaverso a Trieste è solo una chiacchiera da fare a pranzo

TriestePrima è in caricamento