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Il parelio nel cielo di Trieste, il fenomeno dei "due soli"

L'elemento ottico atmosferico è dovuto alla rifrazione di piccoli cristalli di ghiaccio presenti nell'atmosfera. Al tempo dei romani Marco Tullio Cicerone si chiedeva: "Cosa ci sia di vero su questo secondo Sole di cui si è parlato al Senato? Infatti non sono pochi né sciocchi coloro che dicono di aver visto due soli"

Nella giornata di oggi diversi lettori ci hanno segnalato il parelio visibile nel cielo sopra Trieste. Il fenomeno ottico atmosferico lo si riesce ad osservare ad occhio nudo ed è conseguenza della rifrazione di piccoli cristalli di ghiaccio presenti nell’atmosfera. La lettrice Giovanna ci ha mandato alcune foto – una delle quali mostra anche un bellissimo arcobaleno vicino ad un parelio – e ci ha detto che “è la prima volta che mi capita di vederne uno dal vivo”. L’elemento visivo è una macchia di luce, dalle forme più diverse.

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Due soli

Nell’antichità la presenza di questo fenomeno nel cielo poteva moltiplicare la luce del sole, come se ne spuntasse un altro rispetto a quello già nel cielo. Marco Tullio Cicerone scriveva così infatti, nel suo Da Re Publica: “Non vorresti dunque - poiché m'inviti in qualche modo e mi dai speranza - che ci chiediamo questo per prima cosa, Africano, prima che vengano altri: cosa ci sia di vero su questo secondo Sole di cui si è parlato al Senato? Infatti non sono pochi né sciocchi coloro che dicono di aver visto due soli, tanto che non si tratta più di non avere fede, quanto di cercare una ragione”.  

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