Cronaca

Abusi e violenze sessuali nei Balcani: "In 72 ore oltre 3 mila testimonianze"

Le fondatrici della pagina "Nisam trazila" (Non l'ho chiesto io), nata sull'onda del movimento MeToo nei Balcani (#NisiSama), hanno raccolto numerose testimonianze a poche ore dalla sua creazione. A due mesi e mezzo dal lancio dell'iniziativa, i messaggi non smettono ancora di arrivare. L'intervista

La pagina Facebook Nisam trazila (Non l'ho chiesto io) è stata creata dalle quattro attrici di Sarajevo Matea Mavrak, Ana Tikvic, Asja Krsmanovic i Nadine Micic, dopo che la coraggiosa attrice Milena Radulovic ha lanciato un'accusa pubblica di stupro. In pochi giorni ha raggiunto circa 40mila follower e con loro sono arrivate anche le testimonianze.

Quando e come è stata creata la pagina "Non l'ho chiesto io"?

L'iniziativa "Nisam trazila" (Non l'ho chiesto io) è nata all'inizio di quest'anno, dopo che l'attrice Milena Radulovic aveva pubblicamente accusato di stupro il professore Mirosalav Mike Aleksic. Noi quattro abbiamo subito iniziato a discutere sul da farsi: eravamo tutte della stessa opinione, ovvero che era giunto il momento di fare qualcosa per chiarire che misoginia, abusi sessuali e molestie sono onnipresenti nella nostra società. Dopo aver letto vari commenti sui social network, siamo giunte alla conclusione che la posizione del pubblico è quella di attribuire la colpa alla vittima: "se l'è cercata", "è un'attrice, cos'altro si aspettava, questo è normale". E così è nata la nostra pagina Facebook: "Non l'ho chiesto io".

Quante testimonianze avete raccolto e in quanto tempo?

Dopo poche ore dalla creazione della pagina Facebook, la casella di posta era piena. In meno di 72 ore abbiamo ricevuto oltre 3000 testimonianze scioccanti, ma estremamente coraggiose, ed è spaventoso quanto velocemente quel numero sia cresciuto, minuto dopo minuto. Oltre alla pagina Facebook, che attualmente conta quasi 40.000 follower, c'è anche un gruppo Facebook con lo stesso nome con 13.000 membri. A due mesi e mezzo dal lancio dell'iniziativa, i messaggi non smettono ancora di arrivare, quasi con la stessa intensità.

In che settori si verificano maggiormente gli abusi sessuali?

Con il lancio dell'iniziativa volevamo innanzitutto sensibilizzare l'opinione pubblica. In tutti i settori pubblici, le molestie sessuali e gli abusi sono considerati normali. Molto presto, analizzando le storie arrivate alla nostra casella di posta, è diventato sempre più chiaro che nessuna categoria ne è esclusa: l'abuso e le molestie sessuali si verificano quotidianamente, indipendentemente dal sesso, dall'età, dall'occupazione o dalla professione.

Nei Balcani come si è reagito fino ad ora a queste situazioni? Questa potrebbe rappresentare un'occasione per cambiare le cose. Pensate che queste questioni potranno meritare la giusta attenzione da parte dell'opinione pubblica e delle istituzioni? Cosa manca per far sì che ciò accada?

Uno dei dati scioccanti che abbiamo riscontrato è che circa il 97% dei casi di stupro non ha mai avuto un epilogo legale. La risposta alla domanda si evince da questo e la problematica è chiara: non c'è una forte reazione e un supporto delle istituzioni è assente. Questo è solo un esempio di una serie di fatti scoraggianti per le donne e gli uomini che hanno sì coraggio e forza di denunciare i propri molestatori e/o stupratori, ma rinunciano perchè non hanno un sostegno adeguato nè dal sistema nè dalla società. Per riuscire a rendere il contesto in cui viviamo migliore, che possa essere quindi più sereno e sicuro, è estremamente importante sensibilizzare l'opinione pubblica quotidianamente sulla stigmatizzazione di coloro che hanno subito qualsiasi forma di molestia e/o violenza sessuale. Devono sapere che la loro esperienza non è un incidente: succede a loro, non per colpa loro. L'approccio cambierà nel momento in cui diventeremo pienamente consapevoli.

Qual è il prossimo passo?

Per quel che riguarda la nostra iniziativa, la cosa più importante per noi è mantenere questo spazio (la pagina "Nisam trazila" ndr) sicuro e aperto, dove le persone si potranno sempre sentire sicure nel condividere le loro esperienze. Per un cambiamento più generico, puntiamo alla modifica della legge. Abbiamo infatti richiesto, in una lettera inviata ai giornali e al governo in Bosnia-Erzegovina (BiH), tre principali punti:

1) che le molestie sessuali siano incluse nel Codice penale della Federazione di Bosnia ed Erzegovina, come definito dalla legge sull'uguaglianza di genere, e che la legislazione in BiH, in materia di stupro e molestie sessuali, sia armonizzata con la Convenzione di Istanbul, con particolare enfasi sui termini di prescrizione.

2) stanziare parte dei fondi di bilancio per l'istituzione di centri di emergenza per le persone che hanno subito violenze sessuali, nei quali la vittima possa ricevere gratuitamente assistenza legale e psicologica.

3) vogliamo siano introdotti dei protocolli all'interno delle scuole primarie e secondarie e nelle università che possano insegnare ai giovani come riconoscere una violenza sessuale e cosa fare in tali circostanze.

      
      

      
   

            
    
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