Il progetto

La ong della figlia di Gino Strada sbarca in città, al via il progetto umanitario pro migranti

L'annuncio è stato dato da Cecilia Strada durante il podcast di Fedez "Muschio Selvaggio". La notizia, ripresa da Telefriuli nella serata di ieri, vede conferma grazie alla nota ufficiale della ResQ, ong che da tempo si occupa di salvataggi in mare. Il lavoro sarà affidato a volontari, coordinati da Ics. Schiavone: "E' un progetto molto importante". Cecilia Guidetti, nella nota: "Assistenza diretta, monitoraggio legale delle violazioni dei diritti e di quello che succede sulla frontiera”

TRIESTE - Prima che le istituzioni concretizzino l'hot spot per la gestione degli arrivi dalla rotta balcanica o installino le fototrappole nei boschi del Carso, l'annuncio dell'apertura di un nuovo progetto umanitario a Trieste arriva da Cecilia Strada, figlia del fondatore di Emergency e impegnata nei salvataggi nel canale di Sicilia con la ong ResQ. Secondo quanto diffuso da Telefriuli - che riporta le parole usate dalla Strada nel podcast 113 di Fedez, Muschio Selvaggio - ResQ ha già "avviato dei passaggi a Trieste in particolare nella zona della stazione". In una nota ufficiale, la ong presieduta dal giornalista Luciano Scalettari, sottolinea la criticità della situazione triestina, dove il sistema dell'accoglienza è da mesi in affanno. “Arrivano senza più niente ai piedi, o quasi. Affamati, esausti, stravolti. A volte hanno in mano dei fogli di via e devono capire cosa sono. È per loro che stiamo aprendo il progetto Trieste”. 

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Il progetto

A capo della missione che segue gli "equipaggi di terra" c'è Cecilia Guidetti. “In questi primi giorni - spiega nella nota - stiamo studiando il territorio e conoscendo tutte le realtà che lavorano qui, a partire dal nostro partner Ics, per programmare al meglio la presenza di ResQ a loro supporto. Tutte e tutti i nostri volontari dopo un’adeguata formazione, saranno impegnati sia nell’assistenza diretta per i bisogni fondamentali, sia nel monitoraggio legale delle violazioni dei diritti e di quello che succede sulla frontiera”. La conferma dell'avvio del progetto arriva da Gianfranco Schiavone, presidente di Ics. "E' un progetto di collaborazione molto importante, perché coinvolgerà volontari che presteranno la loro opera tra il centro diurno, il centro di accoglienza, la stessa piazza Libertà. Noi come Ics coordineremo i volontari, a cui forniremo anche alloggio". 

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