Migranti positivi in Friuli, il Siulp richiede i tamponi anche a Trieste

Il segretario provinciale Fabrizio Maniago in una nota stampa: "Quanti possibili contagi dal migrante all'agente di Polizia e dal collega alla sua famiglia o agli amici? Non lo sapremo mai"

Immagine di repertorio

Tre giorni di rintracci, 32 migranti sottoposti al tampone, tre di essi positivi e 15 agenti di Polizia in quarantena. E' questo il quadro messo in luce da Fabrizio Maniago, segretario provinciale del Sindacato Italiano Unitario dei Lavoratori di Polizia oggi dopo l'invio di una nota stampa. "Le formiche operaie friulane hanno messo in moto una macchina pronta per la Formula 1" scrive Maniago alludendo alle conseguenze che le analisi hanno prodotto soprattutto nei confronti del personale. "Adesso sono in sorveglianza fiduciaria, con buona pace delle ferie prenotate e di tutto ciò che ne consegue a livello familiare".

Il segretario del Siulp fa il verso alla situazione triestina citando  la celebre canzone dal ritornello “Trieste dormi, el mar se movi appena”. Secondo Maniago infatti i rintracci di migranti irregolari sarebbero saliti ormai ad un totale di 1120 persone. "Tamponi? Colleghi triestini in sorveglianza fiduciaria? Trieste dorme e continua a dormire!" scrive Maniago. 

Menzionando le criticità legate agli sbarchi di "Augusta, Pozzallo, Lampedusa e Porto Empedocle i quali necessiterebbero di "stringenti misure di prevenzione come screening adeguati, misure di profilassi, dispositivi di protezione individuale confacenti all'emergenza in atto", il sindacato chiede "un protocollo sanitario con un medico sul campo da almeno sette anni".

"Per varie ragioni - continua il sindacalista - non siamo mai riusciti ad ottenere lo stesso approccio precauzionale. Trieste è una città di serie B". Secondo Maniago però, il Questore Petronzi avrebbe iniziato "un approccio in tal senso, stipulando un accordo con la Sogit". Un protocollo che tuttavia non incassa il sì del Siulp perché "non prevede né il medico né il tampone su ogni rintracciato. Trieste dormi e il virus si scatena".

Secondo il sindacato sarebbe "statisticamente impossibile che su 1100 migranti transitati per i nostri Uffici non si abbia contezza nemmeno di una positività". Mettendo in dubbio la scelta di "non eseguire i tamponi", Maniago continua interrogando il "sistema Trieste" sull'effettivo contenimento del virus. "Perché Udine dopo soli tre giorni di rintracci pone in essere una procedura di profilassi sanitaria adeguata al COVID-19 con un medico ed i tamponi ai migranti e Trieste, che da anni affronta l’emergenza migratoria che abbiamo definito oramai perenne, non è riuscita ad avere lo stesso sistema?". 

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"Quanti colleghi in questi mesi sono venuti a contatto con i 1100 migranti e quanti migranti venuti a contatto con i colleghi saranno stati positivi al COVID-19, ma asintomatici?" questa la domanda posta alla fine della nota da Maniago. Gli agenti di polizia, incalza il Siulp "avranno nascosto i sintomi per paura, sottaciuto i segnali o dissimulato lo stato di salute precario?". "Quanti possibili contagi possono essere passati dal migrante al collega e dal collega alla sua famiglia o agli amici? Non lo sapremo mai, visto che è stato scelto di non fare i tamponi. Così facendo, continueremo a perpetrare il gioco della roulette russa sulla pelle dei colleghi".

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