Cronaca

Riammissioni tra Italia e Slovenia, l'Ics "mette in guardia" il Viminale: "Sono illegali, vigileremo"

"Di ogni abuso sarà responsabile la catena di comando". Continuano le polemiche politiche sul fenomeno "riattivato" dalle dichiarazioni in occasione del vertice italo-sloveno. Sabato in piazza Libertà a Trieste la partenza della carovana che raggiungerà il confine croato-bosniaco

Il popolo dell'accoglienza fa quadrato ed esprime preoccupazione in merito alla "volontà di riprendere le riammissioni", annunciata in occasione del vertice italo-sloveno sull'immigrazione, dei migranti che provengono dalla rotta balcanica. A farsi portavoce del malumore che serpeggia tra le associazioni è il presidente dell'Ics Gianfranco Schiavone che definisce "alquanto scomposte" le dichiarazioni che la politica ha rilasciato a margine della riunione. "Sono illegittime perché contrastano con tutte le normative europee sul diritto d'asilo e in particolare con il Regolamento di Dublino III". 

L'ultimo periodo tra rintracci, report e polemiche

Nell'ultimo periodo oltre alla vigorosa ripresa dei flussi migratori anche il dibattito sulla gestione si è surriscaldato. La scorsa settimana era stato il numero uno della Polizia di Frontiera, il prefetto Massimo Bontempi ad aprire nuovamente alle riammissioni. "Non è da escludere il loro riutilizzo in futuro" questa la risposta alla nostra domanda. Un'affermazione che aveva fatto scattare il campanello d'allarme tra le realtà che compongono il mondo dell'accoglienza nel capoluogo giuliano. Sullo "spettro" delle riammissioni era stato lo stesso Schiavone, in occasione della presentazione del report 2020 sui migranti, a rispondere a tono: "E' incredibile che parlino ancora" così il numero uno di Ics in riferimento al "caso" che aveva visto contrapposti un giovane pakistano e il Viminale, accusato di averlo respinto dall'altra parte del confine sloveno con violenza. "Condannato" da un primo tribunale, il ministero era stato "assolto" da un altro giudice che aveva stabilito come il migrante si fosse inventato tutto.  

Oltre 2600 persone, tra loro 15 neonati: il report accoglienza 2020

"Di ogni abuso ne risponderà la catena di comando"

"Il reclamo del Ministero si alla carenza della prova di presenza del ricorrente" sottolinea Schiavone che non molla la protesta nei confronti di pratiche che le associazioni indicano come "respingimenti a catena". "Nessuna riammissione può comunque mai essere attuata in modo "informale" - rincara Schiavone - poichè ciò equivarrebbe a "illegale" in quanto nessuna misura che incida sulla libertà personale e sull'esercizio di diritti fondamentali della persona può essere assunta dalla pubblica amministrazione in modo "informale", ma sempre e solo all'interno di un'attività provvedimentale notificata all'interessato e connotata dalle garanzie previste dall'ordinamento giuridico".

Sabato la partenza della carovana da piazza Libertà

Rimarcando quella "catena di comando" che Schiavone menziona ogniqualvolta la temperatura, tra il Carso ed i campi profughi della Bosnia, aumenta in maniera vertiginosa, il popolo dell'accoglienza annuncia l'innalzamento del "livello di vigilanza sul rispetto dello stato di diritto che non può essere violato da nessuna volontà politica".Nel frattempo sabato 19 giugno in piazza Libertà è in programma la partenza della carovana che raggiungerà Maljevac, quel confine esterno d'Europa che per le associazioni come Linea d'Ombra (ma anche Ics ndr) "è il luogo dove avvengono le violenze della polizia croata. Andremo lì per chiedere a gran voce l’apertura delle frontiere, la chiusura di qualsiasi campo di confinamento e la fine delle violenze”. 

"Contro le violenze della polizia croata": da Trieste alla Bosnia per dire no

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