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Migranti rintracciati e "rispediti" indietro, come la Rotta balcanica diventa un'odissea

ICS e le altre associazioni firmatarie in una nota: "Non ammessa alcuna riammissione o altra forma di respingimento nei confronti di chi intende presentare la domanda di asilo". Prefetto Valenti: "Seguiamo gli accordi bilaterali"

Arrivano in Italia, vengono rintracciati nelle vicinanze del confine sloveno e poi "rispediti" in Slovenia entro una certa ora. Avverrebbero così le riammissioni "informali" dei migranti, una situazione messa in luce dall'ICS in una nota stampa sottoscritta anche da Lybra, Duemilauno Agenzia Sociale e la cooperativa La Collina. Un modus operandi "noto a tutti", spiega la nota, "autorità comprese".  Sembrerebbero infatti esserci delle indicazioni da parte della Prefettura di un accordo con la Slovenia - quest'ultimo è stato confermato dal prefetto Valenti-  che si impegnerebbe ad accoglierli, se portati oltre confine entro un certo orario. "Stiamo seguendo l'indirizzo politico del Ministro e facciamo fede ad un articolo dell'accordo bilaterale tra Slovenia e Italia firmato sì un po' di anni fa, ma ancora in vigore - ha dichiarato Valenti -. In virtù di questo accordo è possibile effettuare la riammissione in Slovenia dall'Italia se i migranti si trovano entro dieci chilometri dalla frontiera e questa operazione deve essere fatta entro il pomeriggio, circa le 16:30".

La domanda di asilo

Nella nota è stato anche evidenziato che non è ammessa alcuna riammissione o altra forma di respingimento nei confronti di "chi intende presentare la domanda di asilo ma, ai sensi delle norme vigenti, la domanda di asilo va comunque registrata nel Paese nel quale lo straniero si trova, con successiva eventuale applicazione del Regolamento Dublino III per stabilire se il Paese competente a esaminare la domanda sia l'Italia o un altro Paese dell'Unione".  La questione è stata così spiegata dal Prefetto: "Un cittadino irregolare che fa il suo ingresso nel Paese, secondo l'accordo, può essere riammesso in un altro paese dell'Unione Europea, come succede anche tra Francia e Italia, e le procedure previste rientrano nel quadro delle disposizioni di tipo europeo internazionale. Il migrante non viene privato della possibilità di fare richiesta d'asilo, in quanto la Slovenia fa parte dell'ambito europeo".

Oltre il confine sloveno

Ma cosa succede poi? Una possibile risposta viene data, sempre nella nota, dall'ICS e dalle altre organizzazioni: "tra Slovenia, Croazia e Bosnia esiste da tempo un fenomeno di respingimenti a catena di migranti che in tal modo vengono illegittimamente allontanati dal territorio dell'Unione nel quale avevano fatto ingresso per chiedere protezione. Dette persone, come evidenziato da tutti i rapporti internazionali, sono soggetti a gravi violenze durante tutta la cosiddetta “rotta balcanica”". Una cosa è certa: pagano sempre i più deboli.

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