Cronaca

Risse a Trieste, Tamaro (Sap): «Termometro sociale da non sottovalutare»

Il segretario provinciale del Sindacato autonomo di polizia, Lorenzo Tamaro, sui recenti fatti di cronaca che hanno visto in città risse e reati legati ai migranti

Lorenzo Tamaro, segretario provinciale del Sap, Sindacato autonomo di polizia: «I recenti fatti di cronaca, anche di questi giorni che documentano reati in apparenza meno gravi come le risse accadute a Trieste tra profughi e richiedenti asilo, debbono a nostro avviso fare riflettere su quanto più volte il Sap ha voluto far porre l’attenzione. Tra i costi dell’accoglienza, senza entrare nel merito se sia giusta o meno, bisogna certamente prevedere gli effetti che essa possa provocare. Le risse accadute in questi giorni, risolte e ridimensionate fortunatamente dall’intervento tempestivo delle forze dell’ordine, non devono però “nascondere” un possibile problema, quello dell’integrazione per nulla semplice e spesso conflittuale, non tanto con gli italiani ma proprio con le varie etnie che vengono “accolte”».

«Altra cosa poi garantire un futuro dignitoso a queste persone, che vista la crisi economica del nostro Paese, sarà cosa difficile da dare e che espone queste persone a forti rischi di essere assoldate dalla criminalità. Non voler vedere queste cose significa essere irresponsabili, se poi si aggiunge una politica come quella della “rottamazione” nei confronti del Comparto Sicurezza di questi anni, significa essere criminali. È paradossale poi negare un peggioramento della sicurezza nelle nostre città, inclusa Trieste, ma contestualmente invocare e poi inviare, come nel caso di Milano, l’esercito a garantire l’ordine pubblico».

«L’ordine pubblico è un “problema” delle forze di polizia, non può e non deve essere dell’esercito. Crediamo che militarizzare le città, affidando all’esercito compiti di polizia anziché quella del controllo di obiettivi sensibili, come più volte richiesto dal Sap, possa garantire solo ed esclusivamente una “sicurezza di facciata”, piuttosto che una reale. Non può essere questa la ricetta giusta, ad ognuno i suoi compiti e competenze! Chiediamo spesso come Sap rinforzi anche a Trieste di operatori di Polizia, ma siamo consci che finché il turn-over sarà del 55% e l’ammanco nella Polizia di Stato in Italia di 18 mila unità, non potremo disporre di quanto richiesto».

«Uno Stato moderno e anche la stessa Europa che invoca una polizia unica, possibilmente di ordinamento civile, va proprio nel senso contrario a chi per l’Italia continua a non prevedere di rimettere in moto “l’apparato sicurezza” e si affida invece ad operazioni che sanno tanto e solamente di spot pubblicitario, tanto lontano dalle necessità della “brava gente”. Per questo motivo il Sap da tempo si batte per le dotazioni, i mezzi, le formazioni, gli addestramenti adeguati con i tempi attuali e l’assunzione di uomini per le forze di polizia per poter sopperire in maniera efficiente alla forte richiesta da parte del cittadino che invoca sempre più di poter vivere in modo tranquillo e sicuro».

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