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Il fenomeno non si ferma

Rotta balcanica, arrivi senza sosta: oltre 400 in una settimana

Tra presentazioni spontanee in questura e rintracci effettuati dalla polizia di frontiera il numero delle persone che arrivano nel capoluogo del Friuli Venezia Giulia è di circa una settantina al giorno. In centinaia costretti a dormire in strada

TRIESTE - Stravolti sul marciapiedi di via dell'Istria, su via Flavia poco prima di piazzale Cagni o accampati in una zona d'ombra vicino all'ex stabilimento Aquila. La rotta balcanica viaggia al ritrmo di circa una settantina di persone che ogni giorno arrivano a Trieste. Il numero è la somma di chi viene rintracciato dal personale della polizia di frontiera (tra i 40 e i 50) e le presentazioni spontanee che avvengono nella questura del capoluogo giuliano. Per i mancati trasferimenti in capo al Viminale e la situazione emergenziale che si registra nelle strutture di accoglienza sul territorio, i richiedenti asilo che sono costretti a dormire in piazza Libertà, al Silos o in altre zone della città, sono all'incirca 300. 

Roma non li trasferisce, in centinaia costretti a dormire in strada

Nella giornata di oggi i rintracci effettuati sono stati poco più di 70. La maggior parte delle persone sono giovani e maschi, poche, secondo fonti di polizia, le famiglie rintracciate nel corso dell'ultima settimana. Molti i pakistani e i bengalesi, ma sono stati segnalati arrivi anche dall'Iraq, dall'India e dall'Afghanistan. Nel frattempo la situazione sul fronte dell'accoglienza è sempre più critica. I volontari di Linea d'Ombra continuano a prestare le prime cure ai migranti che arrivano nello spazio davanti alla stazione ferroviaria. Il Comune di Trieste ha fatto riaprire il Centro diurno di via Udine. A Casa Malala non ci sono più profughi ucraini e l'ostello scout di Campo Sacro ha raggiunto numeri molto elevati. 

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