Vite ai margini

Squat a due passi dal blu: porto vecchio è la casa di chi non ha un posto dove stare

Dalla scorsa estate a Trieste i migranti che non trovano posto nel sistema di accoglienza o spariscono dalla città oppure rimangono a vivere ai margini. Le loro case sono in porto vecchio, dentro a magazzini abbandonati dove trovano riparo, oppure dentro al vecchio Silos, nei pressi della stazione ferroviaria. Il sistema è saturo da tempo, ma la politica sembra essere interessata più alle fototrappole in Carso che a trovare una soluzione al fenomeno

TRIESTE – Il sistema di accoglienza triestino è in condizioni di saturazione e da quasi un anno ci sono, a più riprese e in numeri che subiscono fluttuazioni importanti, centinaia di persone che un tetto sopra la testa non ce l’hanno. A dirlo sono i dati che da tempo le associazioni che si occupano della rotta balcanica e dei migranti diffondono. La situazione che riguarda le persone che arrivano a Trieste dopo viaggi lunghissimi è molto particolare. Chi riesce ad entrare nell’accoglienza finisce nelle strutture gestite da, tra gli altri, Ics e Caritas; chi resta fuori, o va “sotto i ponti” (Silos, porto vecchio, zona della stazione ferroviaria), oppure viene ospitato a casa di amici e conoscenti. Insomma, tutte persone che per il sistema sono dei fantasmi.

L'aumento nell'ultimo periodo

A fine febbraio Pietro Signoriello, prefetto di Trieste, ha riferito di un notevole incremento dal punto di vista degli arrivi dei migranti sul suolo triestino. “Non esiste più il termine tendenzialmente. Pensavamo che il 2022 fosse stato l'annus horribilis, ma i dati che abbiamo per gennaio e febbraio ci fanno capire che il flusso si intensifica". Nel 2022, secondo dati della prefettura, a Trieste e provincia sono state accolte 13 mila persone (contro le 4829 accolte nel 2021). "Sono numeri sottostimati, che non tengono conto di chi transita senza finire in contatto con il soggetto pubblico". Tra rintracci e presentazioni spontanee nel primo mese di quest’anno sono arrivate oltre 1000 persone. Di queste, almeno 150 sono fuori dal sistema di accoglienza, senza una casa.

Chi si prende il porto vecchio

A dire il vero, qualcuno una casa se l’era andata a prendere. In porto vecchio, in quei magazzini diroccati vicinissimi al centro congressi, fino a poco tempo fa decine di migranti ci vivevano. Un giorno è scoppiato un incendio e gli squat che TriestePrima aveva raccontato in questo servizio, si sono svuotati. Un fuggifuggi generale, con i vigili del fuoco costretti a lavorare per un giorno intero per poter spegnere le fiamme. “Il problema più grande è stato mettere in sicurezza il tetto” così chi ha operato sul posto. Fino al giorno prima quel tetto era sinonimo di sicurezza per decine di migranti. Oggi, quel tetto non c’è più.

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