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Mercoledì, 19 Giugno 2024
La denuncia del mondo dell'accoglienza

Sale il numero dei migranti senza accoglienza: "Lasciati marcire in strada"

L'ennesima denuncia arriva dal mondo dell'accoglienza che questa mattina ha presentato l'aggiornamento di "Vite abbandonate", report che fotografa la situazione migratoria nel capoluogo regionale. Gianfranco Schiavone: "E' una emergenza artificiale, voluta, pianificata e costruita per abbandonare le persone"

TRIESTE - La curva ha raggiunto il secondo numero più alto mai registrato nel corso dell'anno, anche in conseguenza dell'assenza totale di trasferimenti verso le altre regioni d'Italia e di "lasciar marcire le persone in strada per mesi". Sono poco meno di 400 i richiedenti asilo che ad oggi, secondo l'aggiornamento della situazione migratoria triestina, rimangono fuori dal sistema di accoglienza e sono costretti a vivere all'addiaccio tra il Silos, ricoveri di fortuna e spazi condivisi con connazionali o conoscenti sparsi in città. "La drammatica situazione - così Gianfranco Schiavone - è frutto non tanto degli arrivi, che rimangono molto bassi (si parla di una media di 45 persone al giorno), bensì di una emergenza artificiale che è stata voluta, pianificata e costruita con la volontà di abbandonare le persone e disapplicare la legge". Un quadro, quello che il mondo dell'accoglienza ha illustrato oggi in occasione di una conferenza stampa, che sarebbe la rappresentazione di una "illegalità profonda ed eversiva, che non ha paragone con altri sistemi nel nostro paese". Oltre dodicimila gli arrivi a Trieste, nel corso del 2023.

L'aggiornamento: quasi 400 persone in strada

Secondo l'aggiornamento di "Vite abbandonate" (ormai da tempo lo strumento che il sistema di accoglienza usa per relazionare e analizzare la situazione migratoria sul territorio), il Silos vede la presenza di circa 220 persone. Dentro alla struttura di proprietà di Coop Alleanza (sul cui paventato sgombero regna il totale silenzio) ci sono richiedenti asilo che "attendono una risposta da parte della prefettura da oltre due mesi". Trecentonovantuno sono infine le persone che hanno manifestato volontà di chiedere protezione internazionale, ma, come sottolineato da Ics, vivono in una condizione di "totale abbandono e senza alcuna assistenza pubblica". Nel mondo dell'accoglienza preoccupa inoltre la situazione legata ai servizi di cosiddetta bassa soglia ad alta rotazione che, al momento, possono contare "solo su otto posti letto".  

La destinazione finale

"Serve predisporre un aumento dei posti di accoglienza notturna presso i dormitori - conclude il report -, che preveda una alta turnazione e una capienza complessiva di almeno 100 posti giornalieri", oltre a "sistematizzare i trasferimenti in altre località dei cittadini stranieri che presentano domanda di asilo a Trieste, con un pullman in partenza ogni settimana". Sulla destinazione finale sono moltissime le persone che intendono continuare il viaggio e non fermarsi in Italia. Per fare un esempio di stretta attualità, lo scorso 17 ottobre alcuni passeur di nazionalità romena erano stati arrestati a conclusione di un inseguimento avvenuto al confine tra la Slovenia e l'Italia. All'interno del furgone diverse famiglie di origine turca. Dopo lo schianto avvenuto contro un guardrail, il 118 aveva trasportato una decina di bambini al Burlo. Dopo le pratiche di rito avvenute al posto di polizia di Fernetti, di quelle famiglie si sarebbero perse le tracce. "Da noi non sono mai venuti, non sappiamo dove sono" ha concluso Schiavone. 

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