rotate-mobile
Domenica, 23 Giugno 2024
Il messaggio / Barriera Vecchia - Città Vecchia / Via Flavio Gioia

Operazione Silos, una decina di migranti ripuliscono la struttura

A far partire l'iniziativa è stata Ali Mudassar, dipendente della Comunità di San Martino al Campo e volontario per Sant'Egidio che nella mattinata di oggi 1 agosto ha organizzato una squadra, comprato i sacchi e coordinato l'attività. "Stavo male io per loro, e allora mi sono detto: c'è qualcosa che possiamo fare? C'è qualcosa che loro possono fare per stare meglio?". Venticinque sacchi, tre ore di pulizia. "Ne faremo altre"

TRIESTE – “È un messaggio importante quello che abbiamo voluto mandare: non si può vivere così nella sporcizia e i ragazzi l’hanno capito”. Ali Mudassar lavora alla Comunità di San Martino al Campo e nella mattinata di oggi 1 agosto, assieme ad una decina di persone provenienti dal Pakistan e dal Bangladesh, ha dato vita ad una vera e propria operazione di pulizia dell’ex Silos, struttura a due passi dalla stazione centrale di piazza Libertà a Trieste, dove da mesi centinaia di migranti sono costretti a vivere all’addiaccio a causa dell’assenza di posti nel sistema di accoglienza. “Lì dentro era tutto sporco, con immondizia dappertutto. Mi sentivo male io per loro, per i ragazzi che dormono in strada. E allora mi sono detto: cosa possiamo fare per migliorare la situazione? Cosa possono fare loro che lì ci vivono, per dare un segnale?”. Ali, che è di nazionalità pakistana e vive a Trieste da sette anni, si mette in testa che qualcosa si può fare. Va a comprare i sacchi, prende qualcosa da mangiare e da bere, e organizza la squadra. “Ho detto loro che non si può vivere così, che un minimo di pulizia ci deve essere”.

Topi e rifiuti, viaggio nel Silos dove vivono centinaia di migranti

La pulizia: tre ore, venticinque sacchi

Tre ore di pulizia, con alla fine venticinque sacchi per la spazzatura totalmente riempiti. “Abbiamo raccolto di tutto – racconta Ali, che fa anche il volontario per la Comunità di Sant'Egidio -, dalle scarpe ai vestiti, dalla plastica a tante altre cose”. “È importante che anche loro imparino che vivere così non va bene – ricorda Alì -, perché fa malissimo vedere ragazzi giovani vivere al Silos, tra i topi e la sporcizia”. Durante la pulizia è spuntato anche un serpente. Un paio di settimane fa eravamo entrati nella struttura proprio per raccontare le condizioni in cui centinaia di persone sono costrette a vivere. Condizioni igienico-sanitarie da denuncia. Oggi, infine, la pulizia e un messaggio particolarmente significativo, lanciato anche e soprattutto alla cittadinanza e alle istituzioni. “Ora potremmo organizzare altre giornate di pulizia – conclude Ali -, anche nelle altre aree dell’edificio”.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Operazione Silos, una decina di migranti ripuliscono la struttura

TriestePrima è in caricamento