Domenica, 17 Ottobre 2021
Cronaca

Trieste varco del traffico di minori dall'Albania: smantellato il sistema, nei guai 60 persone

La lunga indagine è stata condotta dalla Polizia Locale e dalla Polfer di Torino. Sessanta le persone individuate e accusate a vario titolo di aver ideato dal 2019 un "piano criminoso ben architettato"

Una vera e propria organizzazione criminale che trafficava nel business dei minori non accompagnati di origine albanese è stata messa sotto scacco dalla magistratura italiana grazie all'operazione Erasmus. Coinvolge anche Trieste (oltre alle frontiere di bari, Brindisi, Ancona e Venezia) la lunga indagine condotta dalla Polizia Locale di Torino che, coordinata dalla Procura del capoluogo piemontese e con l'ausilio della Polfer, ha portato all'individuazione di 60 persone accusate a vario titolo di aver ideato un "piano criminoso ben architettato" per far giungere su suolo italiano minorenni e farli assistere nei programmi dell'amministrazione comunale torinese fino al compimento della maggiore età.

I reati, le accuse ed il modus operandi

Tra i reati ipotizzati dalla magistratura torinese si va dalla truffa aggravata in concorso ai danni della Pubblica Amministrazione al favoreggiamento della permanenza illegale di stranieri nello Stato, fino alla falsa attestazione o dichiarazione a Pubblico Ufficiale sulla identità o su qualità personali proprie o di altri.  Dall'arrivo alla frontiera italiana sul Carso triestino fino a quello in Piemonte, lo schema seguito era sempre lo stesso. "I minori - così la questura torinese - giungevano in Italia via nave, aereo o autobus accompagnati, generalmente, da un genitore. Una volta a Torino, venivano ospitati da parenti o amici che li accompagnavano nei pressi di un Ufficio di Polizia. Nello specifico l’accompagnatore seguendo a distanza il minore, magari fingendo di essere impegnato in una conversazione telefonica, indicava la strada per raggiungere l’ufficio prescelto, salvo poi allontanarsi una volta che il minore fosse stato preso in carico da parte degli operatori di polizia". 

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L'accoglienza, il Comune di Torino e i 3000 euro al mese

Ad occuparsi dei minorenni di nazionalità albanese era l'Ufficio Minori Stranieri della città di Torino. L'accoglienza che veniva attivata prevedeva alloggio e servizi di supporto, come ad esempio l'avviamento scolastico. Per quanto riguarda il mantenimento di ogni singolo minore nel capoluogo piemontese si parla di circa 3000 euro al mese. Per far luce sul fenomeno gli investigatori hanno visionato soprattutto le telecamere di videosorveglianza della stazione ferroviaria di Porta Nuova. I minori, generalmente tra i 15 e i 17 anni (anche se sono stati documentati casi di ragazzini sotto i 14 anni), venivano spinti a raggiungere l'Italia dagli stessi genitori anche contro la propria volontà. Per i reati ipotizzati dalla Procura di Torino le pene vanno da 3 ad 11 anni. 

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