Giovedì, 5 Agosto 2021
Cronaca

Miramare resta senza cigni: sparito anche Mar

Lo sfogo di Alberto Kostoris che, con il suo gruppo Nimdvm, aveva regalato ben tre cigni al parco: «Ora non c’è più la rogna di cui occuparsi»

«Trieste, Miramare, i cigni e il “no se vol” (più che “no se pol”). E anche il terzo cigno è sparito». Comincia così il lungo sfogo di Alberto Kostoris che, con il suo gruppo Nimdvm, aveva regalato ben tre cigni al parco.

«Evidentemente per la dirigenza del parco attuale, come per quella precedente, i cigni sono stati solo un “fastidio” accettato a malincuore solo per non inimicarsi l’intera cittadinanza che ai cigni di Miramare è da sempre affezionata. Proprio per tale ragione un anno fa insieme agli amici del gruppo “Te son de Trieste se” avevamo avuto l’idea di regalare al Parco ma soprattutto alla cittadinanza una coppia di cigni per ripopolare il laghetto da anni abbandonato. Fu un successo incredibile, ma sicuramente immaginabile. Grazie alla generosità di molti in pochi giorni furono raccolti i soldi necessari all’acquisto e fu così che regalammo i cigni al Parco. Il giorno che arrivarono fu una festa per tantissimi cittadini che parteciparono all’evento».

«Da lì però - continua Kostoris- iniziarono i problemi, che in parte abbiamo tenuto per noi, per non rovinare il momento felice che avevamo condiviso con tanti. La direzione del Parco (la precedente come anche quella neoinsediatasi) a tutt’oggi ha richiesto a noi la fornitura del mangime per i cigni asserendo di non disporre dei necessari fondi (parliamo di circa € 80,00 per un trimestre). E noi abbiamo pagato! Poi bisognava creare un confortevole rifugio per i cigni, e sempre noi abbiamo progettato, realizzato e pagato una casetta di ricovero per i cigni, perché il Parco non aveva fondi !!! In occasione della gelata dello scorso inverno accadde che entrambi i cigni camminando sul laghetto ghiacciato uscirono da esso. L’unica preoccupazione del personale del parco fu di filmarli mentre camminavano nel vialetto verso il castello!! Poi mentre Mar se ne tornò nel laghetto Mira si spinse fino al mare nel porticciolo sotto il castello ove rimase per alcuni giorni».

«Naturalmente il personale e la direzione del parco se ne fregarono altamente se non avvisando me (e che centro io?) della cosa. Mi detti da fare chiamando Enpa, WWF, Vigili del Fuoco e non ricordo ancora chi per cercare di “recuperare la cigna” che nel frattempo dimorava nel porticciolo e veniva a prendere da mangiare, come da mie indicazioni (fornitemi dall’allevatore), a terra vicino alle scalette del porticciolo. Ebbene anche qui nessuno degli enti interpellati mosse un dito finchè Mira sparì. Decidemmo di regalare un altro cigno a spese nostre per non lasciare solo Mar (i cigni sono animali abituati a vivere in coppia), cercando prima (sempre noi) di capire come risolvere il problema di non agevolare l’uscita dal laghetto. Ed allora sempre a spese nostre progettammo realizzammo e posammo un recinto tutto attorno al laghetto, perché il perché il Parco non aveva fondi !!! Poi, in primavera bisognava mettere vicino al ricovero dei cigni una balla di fieno che doveva servire da giaciglio per la cova, avvisammo il Parco, ma il Parco non aveva fondi !!! Poi e siamo arrivati a questi giorni, la nuova cigna è sparita, probabilmente rubata. Si è scoperto che all’ingresso alto del Parco la rete è rotta e l’accesso di estranei è molto agevole. Naturalmente il Parco è stato avvisato ma non ha fatto nulla. Forse non ha fondi !!! E da ultimo anche Mar è sparito».

«Adesso finalmente il Parco non ha più da preoccuparsi della rogna dei cigni !!! I visitatori del Parco non avranno più bisogno di passare a vedere il laghetto vuoto e magari, chissà, non passeranno neppure al Parco (mi verrebbe da augurarmelo) A noi triestini resta la consueta amarezza nel vedere come veniamo considerati noi cittadini da chi siede ai posti di comando. Trieste: no se pol? No, no se vol, perché "no se ga gnanche pel cul"».

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