Giovedì, 29 Luglio 2021
Cronaca Chiarbola - Servola - Valmaura

Morto nel salotto di casa a Servola: la moglie confessa l'omicidio

Dopo le numerose contraddizioni fornite nel suo racconto della vicenda, la moglie messa dagli investigatori della Squadra Mobile più volte di fronte all'evidenza degli elementi oggettivi ha ammesso l’accoltellamento del marito

Nella nottata odierna è stata sottoposta a fermo da parte del Sostituto Procuratore della Repubblica, C.L. classe 49 ritenuta responsabile dell’omicidio del marito 73enne Fulvio Visintin, deceduto nel tardo pomeriggio di ieri all’interno della propria abitazione a Servola in via dei Vigneti, per una grave emorragia causata da una profonda ferita da taglio al petto.
La donna, che ha dapprima fornito una ricostruzione di comodo dei fatti occorsi all’interno delle mura domestiche, apparsa da subito non sostenibile per le numerose contraddizioni fornite nel corso dei vari ascolti, messa dagli investigatori della Squadra Mobile più volte di fronte all’incalzante evidenza degli elementi oggettivi che riconducevano ad un suo netto coinvolgimento, ha infine ammesso la sua responsabilità relativa all’accoltellamento del marito.

Ripercorrendo i fatti, la coppia, che attraversava una crisi già da alcuni anni, era rientrata in abitazione nel tardo pomeriggio dopo aver trascorso il pranzo pasquale a casa di alcuni parenti e si trovava nel soggiorno, quando i due hanno iniziato a discutere animatamente per futili motivi. L’uomo, che si trovava seduto sul divano impugnando un coltello da cucina, si sarebbe alzato continuando ad insultare la moglie che era in piedi davanti a lui.
Nonostante il racconto confuso, la donna ha dichiarato agli inquirenti che piena di livore coltivato verso suo marito per i pregressi dissidi degli ultimi anni, sentitasi minacciata, avrebbe sottratto l’arma e, rivolgendola verso di lui, lo avrebbe poi colpito al petto.

Tuttavia, resasi conto della serietà del gesto e delle precarie condizioni fisiche del marito, la C.L. ha contattato immediatamente l’emergenza sanitaria, che comprendendo la gravità dei fatti ha da subito all’allertato la centrale operativa della Polizia di Stato per un intervento congiunto sul posto.
Le volanti, inviate prontamente sul luogo dell’intervento, hanno assicurato con estrema professionalità la scena del crimine, preservando l’immobile da potenziali inquinamenti delle fonti di prova e raccogliendo tutte le informazione dei soggetti in grado di riferire circostanze utili per il proseguo delle indagini.

D’altro canto, nonostante i numerosi tentativi da parte del personale medico del 118 di rianimarlo sul posto, l’uomo decedeva pochi minuti dopo.

Gli accertamenti successivi sono stati eseguiti dal personale della Squadra Mobile e coordinati dal sostituto Procuratore della Repubblica di turno intervenuto sul posto che, all’esito della confessione, ha disposto il fermo della donna in regime di arresti domiciliari.
Eseguito il sopralluogo tecnico della scientifica, rinvenuta l’arma del delitto, un coltello da cucina recante ancora vistose recante tracce ematiche, l’appartamento è stato sottoposto al vincolo del sequestro.

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