Sabato, 13 Luglio 2024
Il caso Monfalcone va avanti / Isontino

Subappalti sospetti, caso Sarkar e islamizzazione: Cisint chiede maggiori controlli

La sindaca del capoluogo bisiaco, dopo aver chiesto le dimissioni del consigliere del Gruppo misto, questa mattina si è recata in prefettura a Gorizia, dove ha chiesto l'istituzione di un nucleo investigativo dedicato. "Potrebbe essere interforze, con il coinvolgimento di polizia, carabinieri e guardia di finanza. L'ho già rappresentato al ministro, ci vorranno risorse"

MONFALCONE - Tiene banco il caso Sarkar. Dopo la richiesta di dimissioni avanzata nella giornata di ieri 12 ottobre dal sindaco Anna Cisint a causa del post condiviso dal consigliere comunale del Gruppo misto, la prima cittadina non molla la presa e chiede un intervento a 360 gradi. Secondo la Cisint, il caso Sarkar rappresenterebbe "solo un episodio di una questione di più ampia e grave portata, ma è totalmente inaccettabile che continui a rappresentare la cittadinanza, non può dire certe cose". Nel mirino dell'esponente leghista, non nuova a forti prese di posizione, finisce la presunta "volontà di sostituzione da parte dell'integralismo islamico dell'identità cittadina. Una situazione che ci preoccuipa molto". 

"Pretendiamo l'italiano nei centri islamici"

"Le vicende di questi giorni - scrive la sindaca - accentuano le preoccupazioni della comunità monfalconese in quanto la consistente presenza musulmana da tempo si manifesta attraverso i segni del fondamentalismo refrattario a ogni integrazione". Per Cisint è necessario un rafforzamento delle misure di sicurezza, ma il fenomeno è relativo a quello che viene definito "il rispetto delle nostre regole e dei nostri principi da parte di chi arriva nel nostro territorio. Il fatto che un consigliere comunale si collochi apertamente su questo fronte è un segno anch’esso che il rischio di islamizzazione della nostra città non è un’invenzione polemica ma una concreta possibilità". 

Dreosto: "Fanatici islamisti già presenti sul territorio"

E in mattinata il caso Monfalcone è approdato anche in prefettura a Gorizia, in occasione del Comitato per l'ordine pubblico presieduto dal prefetto Raffaele Ricciardi. "E' stato assicurato maggior presidio - così la sindaca -, soprattutto negli orari notturni. Monfalcone va attenzionata maggiormente, l'alta percentuale di stranieri e la progressiva islamizzazione che viviamo rende necessario implementare i controlli". Per fare ciò, secondo la prima cittadina, c'è bisogno di istituire "un nucleo investigativo" dedicato alla "presenza di subappalti e percentuali elevate di extracomunitari". Interpellata sulla richiesta, la Cisint auspica che vengano individuate le risorse giuste per arrivare alla creazione di un nucleo "interforze", composto da carabinieri, polizia e guardia di finanza. Alle parole della Cisint, infine, si aggiungono quelle del segretario regionale della Lega e senatore, Marco Dreosto. "Va evitato che emulatori possano compiere atti di terrorismo nel paese e vanno aumentati i controlli per neutralizzare le minacce che possono arrivare da fanatici islamisti già presenti sul nostro territorio". 



 

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