Mercoledì, 27 Ottobre 2021
Cronaca

Fusione Mps-Unicredit: anche a Trieste dipendenti in sciopero

Mobilitazione in tutta Italia. I sindacati: "Grande preoccupazione soprattutto per il capoluogo giuliano: 50 lavoratori a rischio"

Venerdì 24 settembre, in tutta Italia e anche in Friuli Venezia Giulia incroceranno le braccia i lavoratori del Monte dei Paschi di Siena. Alla base dello sciopero vi è la mancanza di notizie a seguito dell’interessamento espresso da Unicredit. “Chiediamo che lo Stato – sintetizza la First Cisl Fvg - primo azionista della banca dopo il salvataggio del 2017, dia delle risposte. Lo chiediamo proprio in base alle richieste, condizioni poste da Unicredit, per proseguire nell’operazione. L’ipotetico acquirente richiede in pratica un ulteriore cospicuo esborso di denaro pubblico per portare a termine l’operazione. Pertanto ci sembra ovvio e doveroso che ci sia una attenzione per la parte sociale dell’operazione sia per i lavoratori sia per il territorio”.

La situazione a Trieste

Su Trieste, in particolare, ci potrebbero essere concrete difficoltà per motivi di Antitrust. “La possibile operazione tra Unicredit e Mps sul territorio – spiega ancora la First Cisl Fvg - creerebbe una realtà con il 30-35% del mercato del credito che è ben 10 % in più del permesso. Per questo il Sindacato teme l’impatto notevole che la possibile operazione potrebbe avere sui lavoratori. La paura maggiore non sono i prepensionamenti o vendite ad altre banche degli sportelli in esubero ma l’esternalizzazione di tutti quei lavoratori che fanno parte del cosiddetto back office. Unicredit ha già dichiarato che non è interessato a queste attività e dunque che succederà a Trieste di questa cinquantina di colleghi?”.

Il sindacato

"Come First Cisl del Friuli Venezia Giulia – si legge nella nota sindacale - riteniamo che la vicenda del Monte Paschi riguardi l’intera società regionale: la chiusura di un singolo sportello bancario, infatti, produce impatti sul tessuto economico del territorio in cui è collocato. Quando si toglie l’unico mezzo lecito di accesso al credito come si pensa di mantenere la legalità? Come si fa a garantire all’imprenditore l’accesso a forme lecite di liquidità? Come si permette a una giovane coppia di acquistare la propria abitazione con il sostegno di un mutuo bancario? Come può lo Stato Italiano rendersi complice di tutto questo?

"In Friuli Venezia Giulia si assiste a una vera e propria desertificazione bancaria davanti alla quale è necessario che anche la politica Regionale a tutti livelli si desti dal torpore che l’ha sempre contraddistinta. Ciò che abbiamo tristemente osservato in questi anni in tutti i casi di risiko bancario è stato il dimezzamento della popolazione dei lavoratori nel settore, una riduzione scellerata degli sportelli che ha favorito l’isolamento di intere comunità, la limitazione dell’accesso a qualsiasi forma di credito per piccole e medie imprese lasciate in balia della criminalità organizzata o, nella migliore delle ipotesi, di intermediari che hanno favorito il sovra indebitamento e fatto crescere il costo dei servizi in modo esponenziale".

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