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Venerdì, 1 Luglio 2022
Una tragedia / Barriera Nuova - Città Nuova / Via Cesare Battisti, 23

Al controllo dell'Inps non risponde nessuno, morta in casa da anni

L'episodio è avvenuto nella mattinata di oggi 29 marzo in un appartamento di via Cesare Battisti a Trieste. La donna, un'anziana del 1933, è stata rinvenuta cadavere assieme al suo gatto. Sul posto anche il magistrato di turno. Il precedente di tanti anni fa a Muggia

Nella Trieste sommersa le lancette del tempo a volte scorrono in maniera molto diversa rispetto a come accade in superficie. La signora che questa mattina è stata trovata morta all’interno del suo appartamento di via Battisti 23 era nata nel 1933 ma, date le drammatiche condizioni in cui è stato rinvenuto il suo cadavere, si può affermare che non è deceduta all’età di 89 anni. Secondo il 118 il suo corpo – scoperto dopo un controllo dell’Inps – sarebbe stato lì da chissà quanto tempo. I sanitari che sono intervenuti sul posto (assieme alla Polizia Locale e successivamente al magistrato di turno) si sono ritrovati di fronte una scena a dir poco tragica.

Il cadavere era irriconoscibile

Da una prima ricostruzione la signora sembra non avesse legami con nessuno (tranne con una sorella che però non sentiva da molti anni). In casa è stato trovato – anch’esso nelle stesse condizioni dell’anziana – anche un gatto. Sul tavolo alimenti scaduti nell’ormai lontano 2018, a confermare che all'interno dell'appartamento ai primi piani di via Battisti, non ci entrava nessuno da parecchi anni. Tuttavia, stabilire con certezza la data del decesso è operazione impossibile anche perché il corpo era irriconoscibile. Nonostante da una prima analisi non vi siano elementi per ipotizzare un decesso avvenuto per cause non naturali, ciò che si può affermare con convizione è che nessuno prima del 29 marzo 2022 era entrato in quella casa. Se giornalisticamente - e in maniera abbastanza evidente e chiara a tutti - non vi è urgenza nel pubblicare la morte di una persona che avviene all’interno della sua abitazione, al contrario le condizioni in cui è maturata possono suscitare clamore e, infine, la notizia. 

Non è un caso isolato

Non è la prima volta che a Trieste si registrano episodi del genere e legati a doppio filo ad una condizione di marginalità dai toni tragici. Uno dei casi più eclatanti era stato quello del padre e figlio trovati morti in via Giulia, nei pressi della rotonda del Boschetto. In quel caso erano stati dei lavori per il rifacimento delle facciate a far scattare il campanello d'allarme e a far intervenire le forze dell'ordine. Quello di via Battisti, senza voler per forza scavare nel profondo, testimonia l’ennesima morte dove le persone, a differenza di quanto riportato nei referti, sono prima vittime della solitudine, e solo in un secondo momento perché afflitte da un male capace di strapparle alla vita. Non solo anziani, ma anche persone più giovani, in preda ad un mondo che, compici anche gli ultimi due anni contraddistinti dalla pandemia, fa sempre più fatica. Non lo sappiamo con certezza, ma la signora è una delle tante vittime di cui questo mondo - anche a Trieste - si dimenticherà in fretta. 

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