Mercoledì, 17 Luglio 2024
Il report

Morti sul lavoro: Fvg terzo in Italia per rischio, ma Trieste è la più "sicura" in regione

Lo rileva l’Osservatorio ambiente e sicurezza sul lavoro Vega Engineering di Mestre. Il report è relativo ai primi sei mesi del 2023 ed è basato su dati Inail. La classifica è stilata in base all’indice di incidenza, ossia il numero di morti sul lavoro ogni milione di abitanti. Maglia nera in Regione a Pordenone, con 5 degli 11 decessi sul lavoro avvenuti in Fvg

TRIESTE - Il Friuli Venezia Giulia è la terza regione in Italia per rischio di morte sul lavoro nella prima metà del 2023, ma Trieste è la città meno a rischio a livello regionale. Lo rileva l’Osservatorioj ambiente e sicurezza sul lavoro Vega Engineering di Mestre. Il report è relativo ai primi sei mesi del 2023 ed è basato su dati Inail, con l'esclusione degli infortuni in itinere (che avvengono nel tragitto casa - lavoro). La classifica è stilata in base all’indice di incidenza, ossia il numero di morti sul lavoro ogni milione di abitanti. Per il Friuli Venezia Giulia i decessi totali sono stati 11 su 520.517 occupati annuali, con un indice del 21,1 per cento.

Analizzando i dati a livello provinciale Trieste si trova nella cosiddetta zona bianca, al 67esimo posto con un tragico e fatale incidente su 99.233 occupati annuali. Si tratta di Paolo Borselli, l’operaio morto a 58 anni mentre lavorava in Porto nel marzo scorso. Per quanto riguarda la graduatoria provinciale del Fvg, la maglia nera va a Pordenone, settima provincia in Italia per rischio, in zona rossa con cinque decessi sul lavoro su 135.817 occupati annuali. Segue Udine, in zona arancione al 40esimo posto con quattro morti su 227.949 occupati e Gorizia al 42esimo (zona arancione), con un decesso su 57.518 persone. Quarta e ultima, appunto, Trieste.

Quattro le regioni italiane in “zona rossa”: l’Umbria (con un’incidenza del 31,2 per cento), l’Abruzzo (26,9 per cento) il Fvg e il Trentino Alto Adige (19,8 per cento.) In zona arancione Valle D’Aosta, Campania, Calabria, Sicilia, Piemonte e Puglia. In zona gialla Veneto, Lombardia, Lazio, Marche, Emilia Romagna e Liguria. In zona bianca: Sardegna, Basilicata, Toscana e Molise. Sono state 450 le vittime sul lavoro in Italia, delle quali 346 in occasione di lavoro (+1,2% rispetto a giugno 2022) e 104 in itinere.

Per il Presidente di Vega Engineering, l’Ingegner Mauro Rossato, la situazione a livello nazionale è “grave, anzi gravissima. E a testimoniarlo, purtroppo, è il numero dei decessi in occasione di lavoro, che rimane stabile negli anni. Ciò significa che il livello di sicurezza raggiunto negli ambienti di lavoro non è sufficiente a tutelare la vita dei lavoratori”. Secndo Rossato “dopo sei mesi ciò che ancora desta preoccupazione è l’incidenza di mortalità specie tra i giovanissimi lavoratori. Per chi ha un’età compresa tra i 15 e i 24 anni, infatti, il rischio di morire sul lavoro è quasi doppio rispetto ai colleghi che hanno un’età compresa tra i 25 e i 34 anni”. Sempre secondo il report nazionale, il rischio d’infortunio per i lavoratori stranieri è quasi il doppio rispetto agli italiani, con un incidenza di mortalità di 25,3 contro il 13,8 per cento degli italiani.

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