rotate-mobile
Sabato, 22 Giugno 2024
Dopo la notizia pubblicata da Triesteprima

Morti solitarie in casa, Russo: "La politica si impegni per contrastarle"

Il vicepresidente del Consiglio regionale interviene nel dibattito dopo la notizia, pubblicata da TriestePrima, della morte di una donna nata nel 1965 e trovata cadavere all'interno del suo appartamento di via Settefontane. "La città non è solo quella da bere, il fenomeno delle morti solitarie getta una luce su aree di disagio ben presenti"

TRIESTE - «La morte solitaria di una donna ancora giovane è un fatto grave che ci deve far interrogare tutti sulle azioni da compiere per contrastare tragedie del genere e non solo. A fronte di questi eventi, che sono la punta di un iceberg di un crescente disagio sociale, non si può restare inattivi e gongolarsi nell’immagine di una “Trieste da bere” che forse non la dice tutta sulla realtà della nostra città». Lo afferma il vicepresidente del Consiglio regionale, Francesco Russo (Pd) a margine del rinvenimento del cadavere di una donna avvenuto a Trieste, in via Settefontane, il 21 agosto e di cui TriestePrima aveva dato notizia proprio nella serata di ieri. 

Al controllo dell'Inps non risponde nessuno, era morta in casa da anni

"Terribile che nessuno se ne accorga per settimane"

«È davvero terribile pensare che a Trieste si possa morire da soli senza che nessuno se ne accorga per settimane. Fermo restando che l’intervento dell’amministrazione pubblica non può irrompere nella sfera privata dell’individuo, credo che queste morti solitarie, queste persone “dimenticate” siano un fenomeno, non nuovo a Trieste, che getta una luce su aree di disagio ben presenti in città». Secondo Russo «il Servizio sociale del Comune dovrebbe poter stringere le maglie per intercettare il bisogno: serve una raccolta di dati, la possibilità di integrarli con altri al fine di mappare il disagio e, ove possibile prevenire che si trasformi in tragedia o incancrenisca». Secondo Russo, i Servizi sociali dei Comuni potrebbero integrare i propri dati con quelli della polizia locale o dell'Ater. "Si potrebbe istituire un assessorato alla solitudine - conclude il dem - o di una struttura ad hoc all’interno del Servizio sociale del Comune, magari nelle realtà cittadine in cui il fenomeno è più presente». 

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Morti solitarie in casa, Russo: "La politica si impegni per contrastarle"

TriestePrima è in caricamento