Mercoledì, 17 Luglio 2024
Altri casi / Barriera Vecchia - Città Vecchia / Via Valdirivo

Altre due morti della solitudine, nessuno si era accorto di loro per settimane

I decessi, rispettivamente di una anziana di oltre 80 anni e di un uomo di poco più di 60, sono avvenuti ad agosto ma i cadaveri sono stati ritrovati solo a settembre. Non ci sono ipotesi di reato. Nel primo caso il cadavere era in avanzato stato di decomposizione.

TRIESTE - In entrambi i casi le persone sono decedute da sole all'interno della propria abitazione, senza che nessuno si fosse accorto della loro morte, avvenuta diverso tempo prima e scoperta nelle giornate del 4 e 5 settembre. I cadaveri di una anziana di oltre 80 anni e di un uomo di poco più di 60 anni sono stati ritrovati dai vigili del fuoco e dai sanitari del 118, intervenuti, assieme ai carabinieri, dentro a due appartamenti situati rispettivamente in via Valdirivo e in via Parini. Nel primo caso, l'ultimo contatto con persone dell'edificio risaliva a poco meno di un mese fa, mentre nel secondo sembra che tra la persona deceduta e famigliari non ci fossero contatti da anni. I decessi sono attribuili a cause naturali. Non c'è, infatti, alcuna ipotesi di reato avanzata dai militari dell'Arma. In via Valdirivo il cadavere è stato ritrovato in avanzato stato di decomposizione. 

Al controllo dell'Inps non risponde nessuno, era morta da anni

Il dibattito

I due decessi, che seguono di qualche settimana un altro episodio avvenuto in via Settefontane, rappresentano gli ultimi di una lunga serie delle cosiddette "morti della solitudine" o morti solitarie. Persone che, come nell'eclatante caso dell'anziana deceduta da anni e ritrovata in una casa di via Battisti solo dopo la necessità di notificare un atto da parte dell'Inps, spesso rimangono da sole, senza alcun contatto con il mondo esterno. Un fenomeno che è presente nel capoluogo regionale da molto tempo e che qualche settimana fa aveva visto anche l'intervento del vicepresidente del Consiglio regionale, nonché consigliere comunale di Punto Franco, Francesco Russo. "La città non è solo quella da bere - aveva scritto in una nota -, il fenomeno delle morti solitarie getta una luce su aree di disagio ben presenti. La politica si impegni per contrastarle".  

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