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Immagine di repertorio da Milano Today

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Nel 2018 in Friuli Venezia Giulia si muore ancora di lavoro

Sono 29 i decessi registrati nel 2018 che fanno segnare un preoccupante aumento del 12 per cento rispetto all'anno precedente. A Trieste due morti "bianche" e oltre 3600 infortuni. I dati diffusi dall'INAIL e analizzati dall'Osservatorio Sicurezza sul Lavoro

Sono 29 i morti sul lavoro in Friuli Venezia Giulia registrati nel 2018. Il dato, diffuso dall'INAIL e analizzato dall'Osservatorio Sicurezza sul Lavoro Vega, rappresenta solamente la punta dell'iceberg del panorama degli incidenti che hanno coinvolto personale dipendente nella nostra regione. Alle morti bianche infatti devono si deve aggiungere il dato di oltre 17 mila infortuni sul lavoro che, complessivamente, dimostrano come il Friuli Venezia Giulia rappresenti la quinta regione italiana per incidenza della mortalità sulla popolazione lavorativa. 

Trieste: 2 morti e oltre 3600 feriti

Rispetto all'anno precedente il dato cresce del 12 per cento. Udine guida la drammatica classifica con 17 decessi, seguita da Pordenone con sei morti sul lavoro e quattro a Gorizia; Trieste invece conta "solamente" due persone decedute nel 2018. Nella nostra regione sono 27 gli uomini e due le donne che hanno perso la vita sul posto di lavoro, mentre gli stranieri risultano essere quattro. Nell'analisi dei dati emerge che ad essere colpita maggiormente è la fascia dei cinquantenni. 

In tutta la regione sono 17246 gli infortuni non mortali

Un dato che però risulta essere preoccupante è l'incremento degli infortuni non mortali. Il numero infatti è in crescita rispetto al 2017. Nell'anno precedente erano state poco meno di 16.600 le persone ferite, mentre nell'anno appena concluso la cifra complessiva è di 17.246. Ancora una volta Udine in testa con 7.172 infortuni, mentre Pordenone è subito dietro con 3.937; a Trieste il dato è di 3.656 feriti sul lavoro. Chiude Gorizia con 2.481.

Il commento dell'OSL Vega

Mauro Rossato, Presidente dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro Vega, inizia così l’analisi dell’emergenza delle morti bianche in Friuli Venezia Giulia sulla base degli ultimi dati INAIL. "La media dei morti sul lavoro è di due persone al mese - così il Rossato - ed è un dato sconfortante". “Numeri di una tragedia che dovrebbero indurre tutti i datori ad una seria riflessione perché la situazione è grave e richiede urgentemente delle risposte concrete sul fronte della prevenzione. Partendo proprio dal documento di valutazione dei rischi”. “A preoccupare – spiega il Presidente – non deve essere solo il numero di morti ma anche e soprattutto l’incremento della mortalità in occasione di lavoro. Il punto è che l’emergenza non solo non rimane stabile, ma peggiora”.


 

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