Venerdì, 24 Settembre 2021
Cronaca

Addio a Giampaolo Pansa: tra le sue inchieste anche le foibe

Si è spento a 84 anni a Roma, assistito dalla moglie, la scrittrice Adele Grisendi. Aveva scritto il "ciclo dei vinti", libri dedicati alle violenze compiute dai partigiani nei confronti di fascisti durante e dopo la seconda guerra mondiale

È morto a 84 anni Gianpaolo Pansa, una delle firme storiche del giornalismo italiano. Nato a casale Monferrato nel 1935, aveva raccontato le storie di confine e la tragedia delle foibe da un punto di vista spesso controcorrente. Da sempre interessato agli anni del fascismo e della resistenza ha firmato, tra gli innumerevoli scritti e articoli, il "ciclo dei vinti", libri dedicati alle violenze compiute dai partigiani nei confronti di fascisti durante e dopo la seconda guerra mondiale: Il sangue dei vinti (vincitore del Premio Cimitile 2005), Sconosciuto 1945, La Grande Bugia e I vinti non dimenticano (2010).

In particolare Il sangue dei vinti, (saggio del 2003 sui crimini dei partigiani compiuti dopo il 1945) gli era costato l'accusa di revisionismo. Ha scritto per La Stampa (il suo primo contratto giornalistico), il Giorno, il Corriere della Sera, la Repubblica (di cui è stato vicedirettore), il Messaggero, l'Espresso, Epoca, Panorama e molti altri. Pansa è morto a Roma a fianco di sua moglie, la scrittrice Adele Grisendi. Suo figlio Alessandro, ex AD di Fincantieri, si era spento prematuramente nel 2016, a soli 55 anni.

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