Sabato, 25 Settembre 2021
Cronaca

Addio a Gino Strada: il ricordo dei triestini che hanno lavorato con lui

Si è spento a 73 anni, la sua associazione ha costruito ospedali in ben 18 paesi. Lo ricordano il direttore del 118 Alberto Peratoner, che ha condiviso con lui sei intensi mesi in Afghanistan, e il presidente di Ics Gianfranco Schiavone

Si è spento all’età di 73 anni il medico umanitario e fondatore di Emergency Gino Strada. Una vita spesa a favore delle popolazioni delle zone di guerra nel mondo, basti pensare che Emergency, nata nel 94, ha costruito ospedali e posti di primo soccorso in 18 paesi tra cui Ruanda, Cambogia, Sudan e Afghanistan. Proprio in quest’ultimo paese, nel 2005, Strada ha fatto la conoscenza di Alberto Peratoner, attuale direttore del 118 di Trieste, che lo ricorda così: “Ho lavorato con lui per sei mesi a Kabul, era già passata l’ondata dei Talebani ma il periodo era ancora critico, fatto di guerriglie e mine antiuomo. Gino padroneggiava neurochirurgia, cardiochirurgia, ortopedia e molto altro, chirurghi così non ne esistono più. In quel periodo abbiamo vissuto asserragliati in un ospedale, io mi occupavo di terapia intensiva e sale operatorie, abbiamo trattato molti bambini e persone ferite dalle mine. Secondo la filosofia di Emergency non ci occupavamo solo di salvare vite ma anche di formare i locali a gestire i percorsi di cura, sono stati mesi intensissimi, io e lui lavoravamo a fianco giorno e notte, abbiamo stretto un legame molto forte. Una grande esperienza con una grandissima persona”.

Lo ricorda anche Gianfranco Schiavone, presidente di Ics, che partecipa alla campagna Io Accolgo, organizzata proprio da Emergency: “Il rispetto della dignità della persona è sempre stata al centro delle scelte di Gino Strada e di Emercengy che ha costantemente richiamato le istituzioni al rispetto dei valori costituzionali della accoglienza e della non discriminazione dei cittadini stranieri. Gino Strada ed Emergency, con cui ICS collabora da anni, sono state voci critiche di una politica che, specie in fvg, si è spesso distinta per scelte che in netto contrasto con il rispetto dei diritti umani fondamentali promuovendo una società chiusa ed intollerante".

Gino Strada era stato a Trieste nel 2005 in occasione della Barcolana, e in questa occasione la barca di Emergency aveva partecipato alla regata raccogliendo fondi per finanziare un ospedale del Sudan. Un impegno per i diritti degli ultimi durato una vita intera, che ben si sintetizza in una delle massime che il medico ci ha lasciato: "I diritti devono essere di tutti, ma proprio di tutti. Altrimenti chiamateli privilegi".

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